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Il caso
30 Aprile 2026 - 07:58
Un sommergibile della Marina Militare
TARANTO - Un giudizio netto e fortemente critico accompagna la pubblicazione del nuovo provvedimento sulla revisione dello strumento militare nazionale. Il SIULM Marina apre la propria presa di posizione richiamando la celebre opera di William Shakespeare, definendo l’intervento normativo “molto rumore per nulla”.
Nel mirino del sindacato finisce il Decreto Legislativo del 2 aprile 2026, n. 58, relativo alle disposizioni per la riorganizzazione del comparto Difesa, frutto di un lungo iter parlamentare avviato nei primi mesi dell’anno. Il testo entrerà ufficialmente in vigore il 12 maggio 2026, segnando un passaggio ritenuto cruciale per il futuro delle Forze Armate.
Secondo il SIULM Marina, però, il provvedimento non recepisce le criticità più volte segnalate dalle associazioni sindacali dei militari, le cosiddette APCSM, anche nel corso di incontri istituzionali e audizioni parlamentari, comprese quelle davanti alle Commissioni Difesa della Camera.
Il sindacato sottolinea come una riforma di tale portata avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità per affrontare in maniera concreta le problematiche che da anni interessano il personale. Invece, viene evidenziato, si tratterebbe di un intervento costruito senza un reale coinvolgimento delle rappresentanze, nonostante queste conoscano direttamente le difficoltà operative, economiche e familiari dei militari.
La revisione dello strumento militare, secondo il SIULM Marina, non può limitarsi a ridefinire numeri e assetti organizzativi, ma deve partire dalle condizioni del personale, dalla sostenibilità del lavoro e dalla capacità di rendere nuovamente attrattiva la carriera militare.
Nel corso del confronto che ha preceduto l’approvazione del decreto, il sindacato aveva posto l’accento su alcune questioni ritenute centrali, rimaste tuttavia irrisolte. Tra queste, la carenza di organico, in particolare nei ruoli dei sottufficiali e graduati, aggravata dalla mancanza di strumenti efficaci per fidelizzare i volontari e dalla diminuzione dell’attrattività verso le nuove generazioni.
Altro nodo segnalato riguarda il mancato riconoscimento della specificità del personale imbarcato e operativo, oltre alla necessità di una valorizzazione economica e professionale per chi garantisce continuità operativa H24, sia in mare sia nei dispositivi nazionali e internazionali.
Infine, il SIULM Marina richiama l’attenzione sulle tutele sociali e familiari, ritenute insufficienti per chi è costretto a lunghi periodi lontano da casa. Un tema che riguarda da vicino anche il personale impegnato in missioni all’estero, come quello destinato a operare nello Stretto di Hormuz.
Per il sindacato, l’assenza di risposte su questi fronti rappresenta una occasione mancata, che rischia di allontanare ulteriormente il sistema Difesa dalle esigenze concrete di donne e uomini in uniforme.
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