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L'analisi

Turismo italiano tra crisi globali e segnali di ripresa

Dati contrastanti e nuove strategie nel settore: la Puglia tra le regioni che potrebbero beneficiare dei cambiamenti nei flussi

Gianfranco Nitti e Michele Costabile

Gianfranco Nitti e Michele Costabile

ROMA - Il turismo italiano continua a muoversi in un equilibrio delicato, sospeso tra instabilità geopolitica e capacità di adattamento. È quanto emerso nell’incontro “Turismo italiano sotto pressione? Quale impatto attenderci dalle crisi globali”, organizzato dall’Associazione della Stampa Estera. Relatore, il professor Michele Costabile, ordinario di Marketing alla Luiss Guido Carli e direttore di LUISS X.ITE - Centro di Ricerca su Tecnologie e Comportamenti di Mercato.

Costabile ha ricordato come il nuovo millennio, iniziato con l’illusione di una pax globale, sia stato invece segnato da shock ricorrenti: l’11 settembre, la crisi finanziaria del 2008, la pandemia, fino ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente. Eventi che colpiscono il turismo più di ogni altro settore, perché — osserva — “il viaggio vive di emozioni anticipate: se subentra la paura, il desiderio di partire si spegne”.

I dati economici confermano la fragilità del momento. Secondo l’Ufficio Studi di Confindustria, in uno scenario favorevole il PIL italiano crescerebbe dello 0,5%, mentre in quello avverso il Paese rischia una recessione dello - 0,7%. Sul fronte dei prezzi, Banca d’Italia prevede un’inflazione al 2,6% nello scenario base, che salirebbe al 4,5% in caso di crisi prolungata: un impatto diretto sui costi dei trasporti e dei servizi turistici.

A complicare il quadro c’è la crisi delle rotte aeree: molte tratte dall’Asia passavano per gli hub mediorientali oggi interrotti. Il risultato è un aumento dei tempi di viaggio e dei costi. Emblematico il caso di Dubai, dove l’occupazione alberghiera è crollata dall’80% medio al 36%.

Eppure, accanto alle ombre, emergono segnali di resilienza. Nel primo trimestre 2026 l’Italia registra ancora dati positivi: +5,5% negli arrivi e +7% nelle presenze, con una permanenza media in crescita. Secondo Costabile, una parte delle perdite sul lungo raggio potrebbe essere compensata dai flussi europei e dal turismo domestico, già in forte ripresa.

È in questo contesto che il professore ha introdotto l’“effetto caleidoscopio”: la capacità del sistema turistico di riorganizzarsi modificando la composizione dei flussi. E ha citato esplicitamente la Puglia come esempio di regione che, grazie alla sua forte attrattività e alla percezione di sicurezza, potrebbe beneficiare della riallocazione dei viaggiatori europei e italiani. Una destinazione che negli ultimi anni ha consolidato il proprio marchio e che, in fasi di instabilità internazionale, diventa ancora più competitiva. Sul medio periodo, ha aggiunto Costabile, la crisi potrebbe rallentare lo sviluppo delle mete del Golfo e riportare attenzione su destinazioni consolidate come l’Italia. Anche gli investimenti immobiliari si stanno già riorientando da alcune aree mediorientali verso Milano e Roma.

La sfida, però, è strategica: rafforzare l’offerta puntando sulle unicità italiane — arte, moda, design, enogastronomia — e su esperienze autentiche. “Tanto più l’offerta sarà distintiva, tanto più sarà protetta dalle turbolenze esterne”, ha concluso il professore.

Gianfranco Nitti

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