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Il fatto
30 Aprile 2026 - 07:19
La Polizia di Stato di Taranto
TARANTO – Si è conclusa in Spagna la fuga di un uomo di 60 anni originario del capoluogo ionico, ricercato da tempo e rintracciato a Madrid dopo una complessa attività investigativa. Il latitante, irreperibile dal 2022, è stato arrestato grazie a un’operazione coordinata a livello internazionale, sviluppata dalla Squadra Mobile di Taranto sotto la direzione della Sezione distaccata della Procura generale di Lecce.
A carico dell’uomo pendeva un Mandato di Arresto Europeo emesso per l’esecuzione di pene concorrenti. Il 60enne deve scontare 9 anni e 4 mesi di reclusione, residuo di una condanna complessiva pari a 13 anni e 9 mesi. Le responsabilità riguardano una serie di reati, tra cui estorsione aggravata, incendio, danneggiamento seguito da incendio, atti persecutori, truffa e furto aggravati, commessi a Taranto tra il 2015 e il 2017.
L’individuazione e la cattura sono state rese possibili anche grazie all’inserimento del soggetto nel progetto “Wanted” della Direzione centrale anticrimine. Determinante è stata la collaborazione tra il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, con il contributo della rete ENFAST Italia e del Servizio centrale operativo, e le autorità spagnole, in particolare la Policia Nacional attraverso il gruppo “Fugitivos” dell’Unidad de Droga y Crimen Organizado.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo, l’ex maresciallo della Guardia di Finanza di Taranto, Pietro Stabile, successivamente destituito, aveva ottenuto ingenti somme di denaro da un commerciante, sostenendo di poterlo proteggere da eventuali aggressioni da parte della criminalità locale e calabrese. Per indurre la vittima a pagare, avrebbe messo in atto una serie di intimidazioni, tra cui l’esplosione di colpi d’arma da fuoco contro un furgone, incendi di autovetture e dell’attività commerciale.
L’arresto iniziale risale al 2015, quando gli agenti della Squadra Mobile lo bloccarono in flagranza mentre riceveva 5.000 euro, somma che, secondo quanto da lui stesso dichiarato, sarebbe servita a soddisfare le richieste di presunti clan.
Dopo un lungo periodo di latitanza, l’uomo è stato localizzato al termine di un lavoro investigativo definito meticoloso, supportato da un continuo scambio di informazioni tra le autorità italiane e quelle estere. Gli agenti della polizia spagnola, insieme all’ufficiale di collegamento dello SCO, lo hanno fermato in strada, a breve distanza dall’abitazione in cui viveva.
Al momento del controllo, il 60enne ha inizialmente fornito generalità false nel tentativo di evitare l’identificazione, salvo poi ammettere la propria reale identità di fronte agli operatori. L’arresto segna la conclusione della sua fuga e apre ora la fase delle procedure per l’esecuzione della pena.
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