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Taranto
30 Aprile 2026 - 06:58
La sottoscrizione dell'accordo sulla Casa Paisiello
TARANTO - Come già da noi riportato, con la consegna delle chiavi da parte del Comune al conservatorio attraverso contratto di comodato d’uso, firmato mercoledì mattina, ha avuto finalmente termine la lunghissima vicenda della ristrutturazione di Casa Paisiello, in piazzetta Monteoliveto (Città vecchia).
Iniziati nell’autunno del 2020, i lavori avrebbero dovuto essere completati nell’arco di un anno, ma così non è stato. Le interruzioni sono state infatti ripetute a causa di svariati motivi, fra cui la demolizione imprevista dei solai pericolanti, il cavo Enel da interrare in quanto intralciava l’attività del cantiere, le indagini sulla tenuta dell’ipogeo, in cui sono stati rinvenuti dei reperti interessanti, come delle arcate dapprima meticolosamente smontate e poi consegnate alla Soprintendenza per degli esami approfonditi. E altro ancora.
Ci sono voluti oltre 5 anni per riqualificare un palazzotto non di eccezionali dimensioni: un arco di tempo davvero eccessivo. Ma l’importante, grazie al Cielo, è che si sia giunti al termine. Immaginiamo sia stata determinante "l’intercessione di Sant’Egidio", al quale Giovanni Paisiello era legato da grande amicizia, tanto da sottoporgli in anteprima l’ascolto delle sue composizioni, uniti inoltre nel ricordo dei lontani momenti dei giochi dell’infanzia sulle rive di Mar Piccolo.
Qualche polemica, in verità, c’è stata, soprattutto per gli ipogei, a quanto pare tombati, non si sa se definitivamente; inoltre è finito al centro delle polemiche l’intervento di restauro conservativo delle facciate, che ha cancellato completamente le linee settecentesche della palazzina, che nel suo biancore appare quasi anonima nel contesto generale dell’Isola. Altri, ancora, avrebbero desiderato il ripristino del murales che immortalava il volto del musicista.
L’edificio ora ospitare il museo multimediale dedicato all’illustre compositore tarantino, un centro studi e la biblioteca del conservatorio, ma non la sala concerti (come all’inizio si auspicava) data l’esiguità degli spazi. Ultimato il progetto, si ritiene che la struttura possa essere completamente operativa nel giro di un mese.
Non si sa al momento se il costituendo museo ospiterà almeno parte della storica collezione di Paolo Ruta, presidente dell’associazione “Amici della musica” cui si deve il “Giovanni Paisiello Festival”, che comprende, fra i reperti più importanti, i ritratti serigrafati del compositore, le monete che furono coniate in occasione dei vari anniversari a lui legati, la raccolta di francobolli con sue immagini e le numerose pubblicazioni che trattano quanto attiene al nostro grande musicista.
E ora per il rilancio definitivo della pittoresca piazzetta Monteoliveto (che ci auguriamo possa tornare a ospitare concerti all’aperto come fino a qualche anno addietro) si attende la ristrutturazione del cadente palazzo Gallo, acquistato da un noto imprenditore della provincia jonica, il cui avvio dei lavori, più volte slittato, sarebbe previsto entro quest’autunno.
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