GROTTAGLIE - Un’intesa che segna una svolta per uno dei simboli storici della città. È stato sottoscritto il contratto di comodato d’uso del Castello Episcopio tra l’Arcidiocesi Metropolitana di Taranto, rappresentata dall’arcivescovo monsignor Ciro Miniero, e il Comune di Grottaglie, con il sindaco Ciro D’Alò.
L’accordo ha una durata di 30 anni, con decorrenza dal 28 aprile 2026 fino al 30 aprile 2056, e rappresenta il punto di partenza di un progetto condiviso di recupero e valorizzazione del complesso, situato nel cuore del centro storico. L’obiettivo è restituire progressivamente il Castello alla collettività, coniugando tutela, sicurezza e accessibilità.
Al centro dell’intesa c’è l’impegno dell’amministrazione comunale a realizzare un ampio programma di interventi. Il Comune dovrà infatti procedere con lavori di ristrutturazione e restauro dell’intera struttura, finalizzati a renderla conforme alle normative e idonea ad accogliere attività pubbliche e culturali in condizioni di piena sicurezza.
Il cronoprogramma stabilisce tempi precisi. I lavori dovranno essere completati entro 12 anni, mentre la fase iniziale degli interventi dovrà partire entro 4 anni dalla firma del contratto.
Le modalità di utilizzo del Castello saranno definite attraverso un successivo protocollo d’intesa tra le parti, da formalizzare entro il 30 giugno 2026. Il documento servirà a individuare le funzioni del complesso, con particolare attenzione alla promozione di iniziative culturali e sociali e all’accessibilità, anche per le categorie più fragili.
L’accordo consente inoltre di chiudere una precedente fase di contenzioso tra le parti, in linea con quanto stabilito da una sentenza del Tribunale di Taranto.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Ciro D’Alò, che ha sottolineato il valore dell’intesa. “La sottoscrizione di questo accordo rappresenta un passaggio importante per la città e per la valorizzazione condivisa del patrimonio”, ha dichiarato, evidenziando il lavoro svolto in collaborazione con l’Arcidiocesi.
Il primo cittadino ha ribadito la volontà di restituire il Castello alla comunità. “L’obiettivo è renderlo progressivamente fruibile, accessibile e vivo, attraverso una programmazione attenta alle esigenze culturali e sociali del territorio”, ha aggiunto.
Con la firma del comodato prende così avvio un percorso di lungo periodo che punta alla riqualificazione e al rilancio del Castello Episcopio, inserendolo stabilmente nelle politiche di valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città.