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Taranto

Ex Ilva, i Genitori Tarantini attaccano: “Produzione a ogni costo, sistema ormai fuori controllo”

Dopo la decisione del Tar e il finanziamento ponte, l’associazione denuncia un modello basato su potere, interessi e mancanza di etica

Ex Ilva

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TARANTO - Le ultime vicende legate all’ex Ilva riaccendono il dibattito cittadino e provocano una dura presa di posizione dell’Associazione Genitori Tarantini. Dopo la sospensione da parte del Tar di Lecce dell’ordinanza del sindaco Piero Bitetti sull’utilizzo della centrale elettrica interna e il via libera al finanziamento ponte per garantire la continuità gestionale del siderurgico in attesa della vendita, l’associazione interviene con toni fortemente critici.

In un messaggio diffuso sui social, viene messa in discussione l’intera gestione della vertenza. “Chi è a favore della produzione di acciaio a Taranto, costi quel che costi, si muove, parla e ne promuove la continuità elargendo soldi della collettività”, si legge nel testo, che paragona questa dinamica a una forma di dipendenza alimentata da interessi politici ed economici.

Secondo l’associazione, si tratterebbe di un sistema che coinvolge più livelli decisionali. “Il potere politico e gli interessi di pochi creano una dipendenza dalla quale è quasi impossibile rinunciare”, affermano, denunciando l’assenza di lucidità nelle scelte e la difficoltà di affrontare le conseguenze sociali e sanitarie legate alla produzione industriale.

Nel documento si parla di una realtà percepita come paradossale anche da chi la vive quotidianamente. “A Taranto si sta consumando una storia che persino a noi pare inverosimile”, scrivono, descrivendo le reazioni di incredulità degli interlocutori esterni.

L’associazione insiste sul tema del rapporto tra politica e industria, indicando nella fabbrica un centro di interessi consolidati. “Soldi e potere quella fabbrica ne ha elargiti tanti ed è stata anche un serbatoio di voti sicuri”, si legge, con un riferimento diretto alle dinamiche elettorali e al ruolo strategico del polo siderurgico.

Particolarmente duro il passaggio dedicato alla gestione degli incidenti sul lavoro. “Tutto quello che riguarda l’acciaieria è accompagnato da decisioni incomprensibili e da uno sfrenato cinismo”, denuncia l’associazione, richiamando episodi avvenuti negli anni, tra cui incidenti mortali e infortuni gravi.

Nel testo viene sottolineata la mancanza di interventi correttivi dopo i primi eventi. “Dopo il primo incidente si sarebbe dovuto controllare che tutto fosse a posto, invece non è accaduto”, si legge, con un riferimento alle condizioni di sicurezza negli impianti.

La conclusione del messaggio è un atto d’accusa verso l’intero sistema decisionale. “Quando i legami tra politica e affari offuscano ogni etica e morale, si arriva a una deriva che mortifica l’essere umano e lo rende cinico”, affermano i Genitori Tarantini.

Una presa di posizione netta che si inserisce in un momento particolarmente delicato per il futuro del siderurgico e per le scelte che riguarderanno il destino industriale e ambientale della città.

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