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Il caso
28 Aprile 2026 - 20:01
Giorgia Meloni e Mario Turco
Il tema del salario minimo torna al centro del confronto politico nazionale e coinvolge direttamente la Puglia. A innescare il dibattito sono state le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto lavoro.
Nel corso della conferenza stampa, la premier ha espresso forti perplessità sull’introduzione di una soglia minima oraria. “Rischieremmo di costruire non un parametro di garanzia ma, paradossalmente, un riferimento sostitutivo che potrebbe portare a una riduzione complessiva dei diritti dei lavoratori”, ha affermato, spiegando che l’attuale sistema contrattuale già definisce livelli retributivi più articolati.
Meloni ha poi richiamato quanto avvenuto in Puglia, indicando un caso concreto a sostegno della propria tesi. “I nostri dubbi non erano campati in aria se guardiamo a quanto accaduto nella regione, dove l’applicazione del salario minimo in un bando per servizi di portierato ha portato a retribuzioni più basse per i lavoratori”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di un approccio diverso, basato sul concetto di “salario giusto”.
Parole che hanno provocato una immediata reazione da parte del vicepresidente del Movimento 5 Stelle sen. Mario Turco, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. La replica è arrivata con toni duri. “Le dichiarazioni della premier sulla Puglia sono gravissime e basate su una narrazione falsa”, ha affermato, contestando la ricostruzione fornita dal governo.
Secondo Turco, la Regione avrebbe adottato strumenti per rafforzare le tutele nei contratti pubblici. “Non è vero che il salario minimo ha prodotto retribuzioni più basse. Sono state introdotte clausole sociali e criteri per contrastare dumping contrattuale, precarietà e sfruttamento”, ha spiegato.
Il confronto si allarga così al tema più generale delle condizioni di lavoro nel Paese. “In Italia milioni di lavoratori percepiscono stipendi insufficienti, con part-time involontari e paghe basse. Il salario minimo è una misura di civiltà già adottata in gran parte d’Europa”, ha aggiunto Turco, invitando il governo a concentrarsi sull’aumento dei salari.
Nel mirino del vicepresidente pentastellato anche l’utilizzo politico della vicenda pugliese. “Usare la Puglia come alibi è scorretto. Chi governa dovrebbe occuparsi di migliorare le condizioni economiche delle famiglie, non di costruire polemiche”, ha dichiarato, ribadendo l’impegno del Movimento 5 Stelle sul tema.
Il dibattito resta aperto e si inserisce nel più ampio confronto sulle politiche del lavoro, tra chi sostiene la centralità della contrattazione collettiva e chi vede nel salario minimo uno strumento indispensabile per contrastare il lavoro povero.
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