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Il caso

Forza Italia, esplode lo scontro interno: i consiglieri regionali chiedono il commissariamento

Mazzotta, Dell’Erba, Di Cuia e Lanotte attaccano la gestione regionale: “Serve discontinuità, pronti a guidare il partito”

Mauro D’Attis

Mauro D’Attis

BARI - Si apre un duro confronto interno in Forza Italia in Puglia, con un attacco diretto al gruppo dirigente regionale guidato dall’onorevole Mauro D’attis. A firmare la presa di posizione sono i consiglieri regionali Paride Mazzotta, Paolo Dell’Erba, Massimiliano Di Cuia e Marcello Lanotte, che contestano l’attuale gestione del partito.

In una nota congiunta, i quattro esponenti azzurri evidenziano criticità politiche e organizzative, sottolineando la volontà di assumere un ruolo più incisivo. “Stiamo assistendo a una nuova fase di Forza Italia, che seguiamo con attenzione, e vogliamo esserne protagonisti: siamo pronti ad assumerci la responsabilità di guidare il partito in Puglia”, dichiarano.

Tra i rilievi mossi, anche la mancata presentazione del simbolo in alcune competizioni locali ritenute strategiche come Molfetta (ben 57mila abitanti) o a Modugno (quasi 40mila abitanti). “In questi giorni abbiamo visto Forza Italia non presentare la propria lista in Comuni importantissimi”, affermano, parlando di una situazione che solleva interrogativi sulla direzione politica intrapresa.

I consiglieri utilizzano toni duri per descrivere l’attuale fase del partito, evocando un atteggiamento autolesionistico. “Sembra che a qualcuno stia bene che a guidare il partito ci siano dei Tafazzi”, scrivono, aggiungendo che questa condizione sarebbe alimentata da logiche di conservazione del potere.

Questa situazione viene mantenuta da chi pensa di poter difendere il proprio ruolo, mascherando l’assenza di consenso elettorale”, prosegue la nota, che individua nella discontinuità l’unica via per rilanciare il partito.

Da qui la richiesta esplicita di un intervento dall’alto. “Chiediamo il commissariamento di Forza Italia in Puglia, anche nel caso si decidesse di celebrare il congresso”, spiegano, ritenendo necessario un segnale netto di cambiamento.

Infine, la disponibilità a contribuire alla riorganizzazione. “Siamo pronti a fare la nostra parte per il rilancio del partito, perché lo chiedono i nostri iscritti e i nostri elettori”, concludono i quattro consiglieri, rilanciando la sfida politica all’interno della formazione azzurra.

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