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Taranto

Case popolari e memoria, Pascarella: “La democrazia si difende anche con una casa dignitosa”

Il presidente di Arca Jonica parla di diritti, manutenzione e coesione sociale nei quartieri popolari

Una veduta aerea del quartire Paolo VI

Una veduta aerea del quartiere Paolo VI

TARANTO – Il significato della Liberazione viene richiamato non solo come ricorrenza storica, ma come impegno quotidiano legato ai diritti e alla qualità della vita nei quartieri popolari. È questo il senso dell’intervento di Denny Pascarella, presidente di Arca Jonica Taranto, che ha offerto una riflessione sul 25 aprile collegandolo direttamente al tema dell’abitare.

Secondo Pascarella, celebrare la Liberazione non può limitarsi a un gesto simbolico, ma deve tradursi nella richiesta concreta che i quartieri nati per garantire dignità a lavoratori e reduci non vengano abbandonati al degrado. La fine della guerra, ha sottolineato, ha aperto la strada a nuovi diritti, trovando nelle case popolari uno dei luoghi più tangibili in cui quei diritti dovevano prendere forma.

Il presidente ha evidenziato come la democrazia passi anche dalla possibilità di avere una casa, un indirizzo e condizioni abitative adeguate. In questa prospettiva, il ruolo di chi gestisce il patrimonio pubblico assume un valore che va oltre l’aspetto amministrativo, diventando custodia concreta dell’eredità sociale lasciata dal dopoguerra.

Nel suo intervento, Pascarella ha ricordato come molti complessi edilizi siano sorti proprio sulle macerie del conflitto o siano stati progettati nel secondo dopoguerra con l’obiettivo di costruire una nuova idea di città fondata sull’uomo. Da qui l’impegno quotidiano nella gestione degli immobili, che viene interpretato come un atto di responsabilità verso i principi costituzionali.

Garantire interventi di manutenzione, assicurare il funzionamento degli impianti e preservare la qualità degli alloggi significa, secondo il presidente, contribuire a ridurre il disagio sociale e a rafforzare i valori democratici. Un percorso che, ha ammesso, richiede ancora uno sforzo continuo e costante.

Accanto agli aspetti materiali, Pascarella ha posto l’attenzione anche sulle dinamiche sociali che attraversano i quartieri. Oggi, ha spiegato, la sfida si gioca anche sul contrasto alla solitudine e ai conflitti tra persone in difficoltà. In questo contesto, gli spazi comuni devono diventare luoghi di convivenza e non di scontro, favorendo relazioni e inclusione.

Il presidente ha infine ribadito l’impegno di Arca Jonica e dei suoi dipendenti nel promuovere un modello abitativo capace di trasformare il semplice ruolo di inquilino in quello di cittadino, in linea con lo spirito della Liberazione e con i valori di partecipazione e dignità che essa rappresenta.

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