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Sanità

Nuova accelerazione sulle liste d’attesa: oltre 76mila prestazioni anticipate

Dopo 11 settimane di monitoraggio contattate più di 147mila persone. Anticipi fino a 138 giorni per le prestazioni urgenti

Liste d'attesa, anticipati 19.435 appuntamenti ed eseguiti 11.293 prestazioni e ricoveri

Esami clinici - archivio

BARI - Prosegue l’attività delle aziende e degli enti del servizio sanitario regionale con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa per visite, esami e ricoveri. Il bilancio aggiornato al termine dell’undicesima settimana di monitoraggio restituisce numeri rilevanti sul fronte del recupero delle prestazioni oltre i tempi previsti dai codici di priorità.

Nel complesso sono state contattate 147.007 persone, di cui 133.659 per visite ed esami e 13.348 per ricoveri ospedalieri. L’azione ha consentito di anticipare 76.481 prestazioni, intervenendo in modo diretto sulle liste d’attesa.

Un dato significativo riguarda anche le rinunce. I rifiuti registrati sono 40.495, con 35.377 riferiti alle prestazioni specialistiche. Tra le motivazioni note emerge che il 62% dei pazienti ha scelto di mantenere l’appuntamento già fissato, il 26% ha dichiarato di aver già effettuato l’esame o la visita e l’11% ha indicato che la prestazione non era più necessaria.

Sul piano operativo, le prestazioni di specialistica ambulatoriale anticipate ed effettivamente erogate sono state 64.465, confermando l’intensità dell’attività messa in campo.

Particolarmente rilevante l’impatto sui tempi di attesa. Per le prestazioni urgenti, identificate con codice U, sono stati recuperati ed eseguiti 2.214 interventi, con un anticipo medio di 138 giorni. Per le prestazioni con priorità breve, codice B, pari a 34.870, l’anticipo medio è stato di 127 giorni. Le prestazioni differibili, codice D, 14.179, hanno registrato un anticipo medio di 74 giorni, mentre per quelle programmabili, codice P, 9.805, l’anticipo medio si attesta a 82 giorni.

L’attività di recupero ha interessato anche 3.397 prestazioni prive di codice di priorità, ma necessarie per la stadiazione e il follow up di patologie oncologiche o per il completamento dei percorsi diagnostici legati a malattie croniche.

Parallelamente è stata avviata un’ulteriore fase di intervento che riguarda le prescrizioni del 2026, che rappresentano ormai circa il 42% delle prestazioni complessivamente erogate, pari a 26.820 tra visite ed esami. L’azione si concentra soprattutto sui codici di priorità U e B, che costituiscono il 63% del totale, ma coinvolge anche le prestazioni classificate come D e P.

Entrando nel dettaglio, circa il 21% delle prenotazioni anticipate per il 2026 riguarda la diagnostica per immagini, come radiografie, ecografie, TAC e risonanze, mentre il 37% è rappresentato da prime visite specialistiche.

Prosegue infine il monitoraggio dell’andamento delle prescrizioni, con l’obiettivo di raccogliere elementi utili a migliorare l’appropriatezza dei percorsi assistenziali. Nei primi 10 giorni di maggio saranno consolidati anche i dati relativi al terzo mese di attività, passaggio ritenuto strategico per programmare ulteriori interventi mirati alla riduzione dei tempi di attesa, differenziati per tipologia di prestazione e per singola azienda sanitaria.

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