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Taranto

Kyma Ambiente, “Servono scelte chiare e interventi immediati”

La vicenda arriva alla Regione: Di Cuia incalza la giunta regionale sul ciclo dei rifiuti, Vietri denuncia l’assenza di risposte: “Azienda in crisi, lavoratori senza certezze”

Un operatore di Kyma Ambiente - Amiu

Un operatore di Kyma Ambiente - Amiu

TARANTO – La crisi di Kyma Ambiente approda in Commissione regionale e accende il confronto politico sul futuro della gestione dei rifiuti in Puglia. Al centro del dibattito le difficoltà economiche dell’azienda e l’assenza di una strategia chiara da parte della Regione, con interventi duri da parte dei consiglieri regionali di opposizione.

Nel corso dell’audizione richiesta dai sindacati, la Commissione ha esaminato la situazione della società partecipata del Comune di Taranto attiva nella gestione dei rifiuti. Le organizzazioni sindacali, insieme al presidente del Cda Alfredo Spalluto, hanno evidenziato una grave crisi finanziaria, segnata da un forte squilibrio tra redditività e debito accumulato, pari a circa 43 milioni di euro. È stata quindi avanzata la richiesta di interventi sugli impianti, con un piano di ammodernamento e rilancio tecnologico, incluso il potenziamento del termovalorizzatore, ritenuto decisivo per chiudere il ciclo dei rifiuti, ridurre i costi per il Comune e tutelare circa 150 lavoratori. 

Durissime le opposizioni: il consigliere regionale di Forza Italia Massimiliano Di Cuia, che invita la Giunta a prendere una posizione netta. “Abbiamo analizzato la situazione dell’ex municipalizzata di Taranto, ma il vero problema riguarda l’intero sistema regionale: la Giunta vuole chiudere o no il ciclo dei rifiuti?”, afferma.

Secondo Di Cuia, affrontare la questione in modo strutturale consentirebbe di migliorare il servizio e ridurre i costi per i cittadini. “Intervenendo alla radice si potrebbe garantire maggiore efficienza e minori spese per i pugliesi”, sottolinea, indicando anche la necessità di valorizzare gli impianti esistenti. In particolare, il consigliere richiama il ruolo del termovalorizzatore dell’azienda, definito elemento chiave per il bilancio. “La sua riqualificazione lo renderebbe strategico per il rilancio e per il futuro occupazionale dei lavoratori precari”, aggiunge.

Nel mirino anche le scelte politiche regionali. “La Regione deve chiarire se intende continuare con nuove discariche o se vuole puntare su modelli innovativi basati sulle tecnologie più avanzate, capaci di garantire servizi migliori e minore impatto ambientale”, prosegue Di Cuia, chiedendo un confronto diretto anche con il presidente della Regione per definire una visione complessiva.

Sulla stessa linea, ma con toni ancora più allarmati, interviene il consigliere regionale e capogruppo a Taranto di Fratelli d’Italia Gianpaolo Vietri, presente all’audizione richiesta dalle organizzazioni sindacali.

Nonostante dichiarazioni condivise sugli obiettivi, non sono state indicate azioni concrete. E invece la situazione richiede risposte immediate”, evidenzia Vietri, sottolineando la forte preoccupazione per le condizioni dell’azienda.

Il consigliere richiama la necessità di intervenire sugli asset strategici. “È indispensabile avviare una ristrutturazione degli impianti, passaggio fondamentale per garantire la tenuta della società”, spiega, evidenziando il legame con il Piano regionale dei rifiuti. “Tutto dipende dalle decisioni della Regione: senza un indirizzo chiaro, non sarà possibile autorizzare gli impianti necessari”.

Vietri denuncia anche l’assenza di indicazioni precise sul futuro. “Ad oggi non sono arrivate risposte sugli indirizzi da adottare, lasciando i lavoratori in una condizione di grande incertezza”, afferma.

Il quadro economico delineato appare particolarmente critico. Kyma Ambiente registra un bilancio in perdita, un’esposizione debitoria pari a 40 milioni di euro, l’assenza di un contratto di servizio e la mancanza di un piano industriale, elementi che rendono urgente un intervento strutturale.

È necessario agire subito per rilanciare gli impianti, restituire produttività e garantire occupazione e continuità operativa”, conclude Vietri, sottolineando come anche la qualità del servizio e il decoro urbano siano strettamente legati al futuro dell’azienda.

Il confronto resta aperto, mentre da più parti si sollecitano decisioni rapide. Lavoratori e cittadini attendono risposte concrete, che al momento non sono ancora arrivate.

La Commissione ha rinviato l’approfondimento a una prossima seduta, coinvolgendo anche Regione, Comune e tecnici competenti.
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