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Maxi sequestro da oltre 55 milioni, indagine sui fondi al fotovoltaico. Il video

Operazione della Guardia di Finanza. Coinvolte società tra Italia e Paesi Bassi per presunte erogazioni pubbliche indebite

La Guardia di Finanza di Bari

La Guardia di Finanza di Bari

BARI – Un sequestro preventivo di vasta portata è in corso da parte della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Bari, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura capitolina. Il provvedimento riguarda disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili per un valore complessivo superiore a 55 milioni di euro.

L’intervento interessa una società con sede in provincia di Milano, il suo rappresentante legale e la società controllante con base nei Paesi Bassi. Secondo l’ipotesi accusatoria, i soggetti sarebbero coinvolti nel reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, legato alla produzione di energia elettrica attraverso impianti fotovoltaici realizzati nel territorio della provincia di Caserta.

Maxi sequestro da oltre 55 milioni, le indagini della Guardia di Finanza di Bari

L’operazione rappresenta l’esito di articolate indagini economico patrimoniali condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Bari, con il supporto di Eurojust e dei canali di cooperazione internazionale. Le attività investigative avrebbero fatto emergere un presunto sistema basato sulla produzione e trasmissione di documentazione non veritiera al Gestore dei Servizi Energetici.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati avrebbero dichiarato falsamente che tre impianti fotovoltaici di grandi dimensioni fossero stati realizzati e messi in esercizio entro i termini previsti dalla normativa, anticipando la data reale per accedere agli incentivi del cosiddetto IV Conto Energia, introdotto con decreto del 5 maggio 2011.

Il meccanismo avrebbe consentito, in base alle contestazioni, di ottenere benefici economici rilevanti. In particolare, l’accesso diretto agli incentivi senza passare per graduatorie o limiti di spesa, oltre al riconoscimento di tariffe più elevate rispetto a quelle spettanti in relazione alla reale entrata in funzione degli impianti.

Il sistema di incentivi prevedeva infatti l’erogazione di contributi per un periodo di 20 anni dall’attivazione degli impianti, rendendo particolarmente rilevante la data di avvio dichiarata.

L’indebita percezione di fondi pubblici costituisce anche il presupposto per la responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001, contestata alla società italiana coinvolta. Gli sviluppi dell’indagine hanno inoltre portato a estendere le responsabilità anche alla controllante olandese, in considerazione del beneficio tratto dall’illecito e della coincidenza sostanziale degli organi amministrativi delle due società.

Alla luce degli elementi raccolti, il giudice ha disposto il sequestro preventivo, sia in forma diretta sia per equivalente, fino alla concorrenza di 55.851.713,90 euro, somma ritenuta corrispondente al profitto del reato ipotizzato.

Nel registro degli indagati risultano iscritte, a vario titolo, 4 persone e 2 società.

L’operazione si inserisce nell’ambito dell’attività di contrasto alle frodi in materia di spesa pubblica, confermando l’impegno della Guardia di Finanza nella tutela delle risorse statali e della legalità, con l’obiettivo di garantire correttezza nell’utilizzo dei fondi destinati allo sviluppo economico e alla transizione energetica.

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