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La figuraccia mondiale getta il calcio nel caos, "Abodi? Parole tardive e ipocrite, serve una rifondazione vera”

Il vicepresidente M5S Mario Turco accusa il ministro dello Sport Abodi che ha scaricato le responsabilità su Gabriele Gravina: “Non basta chiedere dimissioni, servono responsabilità anche politiche”

La figuraccia mondiale getta il calcio nel caos, "Abodi? Parole tardive e ipocrite, serve una rifondazione vera”

Gabriele Gravina

TARANTO - Duro intervento del senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, che punta il dito contro il ministro per lo Sport Andrea Abodi dopo le recenti dichiarazioni sul vertice del calcio italiano.

Nel mirino del parlamentare pentastellato finiscono le parole rivolte al presidente della FIGC Gabriele Gravina. “Le parole del ministro Abodi contro il presidente della FIGC sono tardive, ipocrite e del tutto insufficienti”, afferma Turco, sottolineando come l’intervento arrivi solo dopo l’ennesima crisi del sistema calcistico nazionale.

Secondo il senatore, il ministro starebbe tentando di attribuire le responsabilità esclusivamente ai vertici federali, evitando di riconoscere il peso dell’azione politica. “È troppo comodo alzare la voce soltanto adesso, a tracollo avvenuto”, incalza, evidenziando come in 4 anni di mandato non siano state messe in campo misure efficaci per affrontare le criticità del settore.

Turco richiama quindi il tema della responsabilità istituzionale. “Abodi oggi parla di responsabilità. Bene. Allora applichi questo principio prima di tutto a sé stesso”, dichiara, sostenendo che il fallimento non riguardi soltanto la governance sportiva ma anche chi, a livello politico, avrebbe dovuto esercitare funzioni di indirizzo e controllo.

Nel suo intervento il vicepresidente M5S evidenzia inoltre le difficoltà economiche diffuse nel sistema calcio, con società in crisi tra stipendi non pagati, imposte non versate e fallimenti ripetuti, fino alla scomparsa di club anche in città di primo piano.

“Il ministro non può cavarsela con una dichiarazione muscolare buona per i titoli dei giornali”, prosegue Turco, criticando quella che definisce una presa di posizione tardiva. E aggiunge: “Non basta chiedere la testa di Gravina per ripulirsi la coscienza politica”.

L’affondo si chiude con un invito esplicito al ministro a valutare il proprio operato. “Se davvero Abodi crede nel principio di responsabilità, allora tragga fino in fondo le conseguenze delle sue parole: prima di chiedere le dimissioni degli altri, valuti seriamente le proprie”.

Infine, Turco indica la necessità di un cambiamento strutturale dell’intero sistema calcistico italiano, parlando di una rifondazione complessiva che passi attraverso nuove regole, riforme dei campionati, revisione dei modelli societari e della distribuzione dei diritti televisivi, oltre a interventi per favorire la crescita dei giovani e ridurre i conflitti di interesse. “Il calcio italiano ha bisogno di una rifondazione vera, non dell’ennesimo scaricabarile istituzionale”, conclude.

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