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Barletta

Porti verdi, la sfida della sostenibilità: “Snodi strategici per economia ed energia”

Convegno nazionale con istituzioni e tecnici. Al centro innovazione, transizione ecologica e competitività nel Mediterraneo

Porti verdi, a Barletta la sfida della sostenibilità

Porti verdi, a Barletta la sfida della sostenibilità

BARLETTA - Ripensare il sistema portuale italiano come leva strategica per sviluppo, energia e sostenibilità. È il messaggio emerso dal convegno nazionale “Porti Verdi – Politiche infrastrutturali di gestione sostenibili”, svoltosi il 31 marzo e promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani insieme al Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle principali Autorità di Sistema Portuale italiane e numerosi professionisti del settore, confermando l’importanza crescente del tema nella pianificazione infrastrutturale del Paese.

A sottolineare la rilevanza dell’appuntamento anche i contributi istituzionali dei ministri Gilberto Pichetto Fratin e Nello Musumeci, intervenuti con videomessaggi. Il titolare dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ribadito che “il tema della portualità è essenziale per l’Italia”, ricordando come il Paese sia “il quarto esportatore al mondo” e come i porti rappresentino un nodo cruciale per il commercio internazionale. L’obiettivo, ha evidenziato, è rafforzarne l’efficienza rendendoli al contempo più sostenibili.

Sul versante della transizione ecologica si è soffermato il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare. “Essere competitivi significa saper gestire la transizione ecologica”, ha affermato Musumeci, indicando tra le priorità l’elettrificazione delle banchine, l’impiego di mezzi a emissioni zero e la riduzione dei tempi di sosta delle navi, elementi considerati decisivi per competere con gli scali del Nord Africa e del Medio Oriente.

Nel dibattito è emersa con forza la necessità di un cambio di paradigma. Per Antonella Cascella, presidente dell’Ordine degli Ingegneri Bat, la sostenibilità rappresenta ormai una responsabilità imprescindibile, che deve tradursi in sistemi portuali capaci di integrare innovazione, tutela ambientale e qualità della vita delle comunità locali.

Sulla stessa linea Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che ha evidenziato come oltre la metà delle merci transiti nei porti italiani. “In un contesto geopolitico instabile la centralità delle infrastrutture portuali è una questione di sicurezza nazionale”, ha spiegato, sottolineando che il porto del futuro dovrà essere una piattaforma in cui convergono energia, logistica e digitalizzazione.

Uno sguardo al territorio è arrivato dal consigliere regionale Nicola Rutigliano, che ha illustrato il doppio ruolo della portualità nella Bat, tra sviluppo commerciale e vocazione turistica. Nel corso del convegno è stato richiamato anche un volume di investimenti pari a circa 1 miliardo di euro, destinato a sostenere i processi di transizione ecologica e integrazione territoriale.

Dal punto di vista operativo, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro, ha evidenziato come la Puglia si distingua per rapidità nell’adozione di strumenti di governance e per interventi concreti di riqualificazione e miglioramento delle infrastrutture portuali.

Il confronto di Barletta ha confermato che il tema dei porti verdi è ormai centrale nelle strategie nazionali. Una sfida che passa attraverso scelte tecniche, politiche e professionali orientate all’innovazione e alla sostenibilità, con l’obiettivo di rendere il sistema portuale italiano sempre più competitivo e integrato nello scenario internazionale.

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