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Il fatto
01 Aprile 2026 - 10:33
Mensa ospedaliera
BARI - Un dato che accende i riflettori sulla sicurezza alimentare nei luoghi più sensibili. Secondo quanto emerso dai controlli dei Carabinieri dei Nas, il 42,7% delle 558 strutture ispezionate tra ristorazione collettiva e ambito sanitario è risultato irregolare, evidenziando criticità che riguardano qualità e gestione dei servizi.
A commentare i risultati è Coldiretti Puglia, che sottolinea come la tutela della qualità del cibo non possa essere sacrificata, soprattutto nei contesti destinati alle fasce più fragili della popolazione. L’organizzazione richiama la necessità di puntare su filiere trasparenti e prodotti 100% italiani, superando definitivamente il criterio del massimo ribasso negli appalti.
Secondo Coldiretti, investire nella qualità delle mense rappresenta anche una scelta strategica sul piano economico. Oggi il 70% della spesa sanitaria è destinato agli anziani, ma senza interventi correttivi, nei prossimi 20 anni i costi legati alle malattie croniche potrebbero salire fino al 90%, anche a causa di abitudini alimentari scorrette.
In questo scenario si inserisce il Protocollo d’Intesa siglato da Coldiretti e Anci, finalizzato a rafforzare il legame tra Comuni e mondo agricolo. L’accordo punta a valorizzare le produzioni nazionali, sostenere modelli alimentari sani e promuovere la filiera corta, riconoscendo all’agricoltura un ruolo centrale nella tutela del territorio e della salute pubblica.
Tra i punti cardine del Protocollo figura la ristorazione collettiva. L’obiettivo è incrementare nelle mense pubbliche e scolastiche l’utilizzo di prodotti locali, stagionali, biologici e provenienti da filiere corte, affiancando i Comuni nella definizione di criteri più rigorosi per le forniture.
La richiesta di maggiore trasparenza arriva anche dai cittadini. Secondo un’indagine Coldiretti/Censis, solo il 38% ritiene adeguate le informazioni disponibili nelle mense, mentre l’86% chiede un maggiore utilizzo di alimenti freschi e di stagione.
Un altro asse strategico riguarda l’educazione alimentare, con iniziative rivolte soprattutto ai più giovani. L’obiettivo è promuovere stili di vita sani, valorizzare la Dieta Mediterranea e contrastare la diffusione dei prodotti ultra-processati, attraverso percorsi didattici e progetti che coinvolgono scuole, famiglie e produttori.
Il Protocollo interviene anche su altri fronti, tra cui il sostegno ai mercati di Campagna Amica, considerati un presidio importante contro la desertificazione commerciale. Secondo Noto Sondaggi, l’86% dei cittadini vorrebbe un farmers market nel proprio quartiere.
L’intesa si estende inoltre alla promozione del turismo rurale, alla tutela del suolo agricolo e allo sviluppo dell’agricoltura sociale, con servizi rivolti a persone in condizioni di fragilità. Particolare attenzione è riservata all’imprenditoria giovanile e femminile, indicata come leva di innovazione e rilancio dei territori.
Per Coldiretti Puglia, si tratta di un passaggio strategico che mette al centro il rapporto tra cibo, salute e comunità, rafforzando il ruolo dei Comuni nella valorizzazione delle produzioni locali e nella costruzione di un sistema alimentare più equo e sostenibile.
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