TARANTO - Il mercato immobiliare cittadino consolida i segnali di ripresa già emersi negli ultimi anni. A evidenziarlo è il 1° Osservatorio Immobiliare 2026 di Nomisma sui mercati intermedi, che fotografa una realtà in progressivo miglioramento, con Taranto impegnata a ridurre il divario rispetto ad altri centri urbani.
Secondo l’analisi, la crescita del settore è stata sostenuta soprattutto dall’aumento della domanda e da una maggiore convergenza tra prezzi richiesti e offerti, fattori che hanno contribuito a rendere più dinamico il mercato.
Nel comparto residenziale, il 2025 ha segnato un dato significativo. Le compravendite di abitazioni hanno raggiunto quota 2.349, il livello più alto registrato dal 2008. Un risultato che conferma il rafforzamento del mercato, accompagnato da una sostanziale stabilità dei prezzi dell’usato, cresciuti appena dello 0,4% su base annua.
Diverso l’andamento per le abitazioni nuove o ristrutturate, che registrano un incremento più marcato, pari al 2,4%. Sul fronte delle locazioni, invece, si osserva una crescita più consistente, con i canoni in aumento del 2%, distribuiti in modo uniforme tra centro, dove si registra un +2,4%, e periferia, con un +1,8%.
I tempi di vendita restano stabili a 6 mesi, mentre lo sconto medio si riduce al 12%, segnale di un equilibrio crescente tra domanda e offerta. Ancora più dinamico il mercato degli affitti, dove i tempi di locazione scendono a 1,7 mesi, confermando una domanda sostenuta e tempi di collocamento sempre più rapidi.
Per quanto riguarda il comparto non residenziale, il segmento direzionale mostra segnali di moderata crescita. I prezzi aumentano dello 0,6% e i canoni dello 0,7%, mentre i tempi di vendita si riducono a 8 mesi e lo sconto scende al 15%, il livello più basso degli ultimi 12 anni. Un contesto che ha favorito la ripresa delle compravendite, passate da 27 nel 2024 a 43 nel 2025.
Nel settore commerciale, invece, emergono segnali contrastanti. I prezzi di vendita dei negozi registrano un calo dell’1,7%, mentre i canoni mostrano una lieve crescita dello 0,3%. Anche in questo caso si riducono i tempi di vendita, attestati a 8 mesi, e lo sconto medio scende al 14%. Dati che indicano una maggiore capacità di assorbimento del mercato, ma che non riescono a compensare le difficoltà strutturali del commercio al dettaglio.
Guardando alle prospettive, gli operatori mantengono un atteggiamento prudente per quanto riguarda le compravendite, attese su livelli stabili nei prossimi mesi. Più favorevoli, invece, le previsioni sul mercato delle locazioni, dove si prevede un ulteriore aumento sia del numero di contratti sia dei canoni.
Un quadro complessivo che conferma la fase di transizione del mercato immobiliare tarantino, tra consolidamento della ripresa e nuove dinamiche legate alla crescente domanda abitativa.