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Il fatto

Stop ai falsi artigiani, nuove regole e sanzioni fino all’1% del fatturato

Dal 7 aprile divieto di usare il termine “artigianale” senza iscrizione all’albo. Michele Dituri: “Più trasparenza e tutela per imprese e consumatori”

Michele Dituri

Michele Dituri

BARI - Stretta contro l’uso improprio della parola “artigianale”. Con l’entrata in vigore delle disposizioni previste dall’articolo 16 della Legge 34 dell’11 marzo 2026, a partire dal 7 aprile sarà vietato per le imprese utilizzare riferimenti all’artigianato senza essere regolarmente iscritte all’albo delle imprese artigiane.

La norma stabilisce che nessuna azienda potrà richiamarsi all’artigianalità nella propria denominazione, nel marchio o nella promozione dei prodotti e servizi se non produce direttamente quanto dichiarato e se non è iscritta all’apposito registro. Il divieto si estende anche a consorzi e società consortili non presenti nella sezione dedicata dell’albo.

In termini pratici, un prodotto potrà essere definito “artigianale” solo se realizzato da imprese formalmente riconosciute come tali, ponendo così un argine a pratiche ritenute scorrette.

In Puglia, un primo passo in questa direzione era già stato compiuto con la legge regionale 7 del 2023, che aveva introdotto un analogo divieto. Tuttavia, la novità della norma nazionale riguarda soprattutto il sistema sanzionatorio, decisamente più incisivo. Le violazioni saranno punite con sanzioni pari all’1% del fatturato aziendale, con un minimo di 25.000 euro per ogni infrazione, segnando un cambio di passo nella tutela del settore.

Il provvedimento interessa un comparto particolarmente rilevante per il territorio pugliese, che conta circa 66.000 imprese attive in ambiti che spaziano dall’agroalimentare alla moda, dalla manifattura al benessere, fino all’edilizia, all’impiantistica e all’arredamento.

Secondo il presidente di Confartigianato Imprese Puglia Michele Dituri, la norma rappresenta un intervento necessario per garantire correttezza nel mercato. “Distinguere le imprese e le produzioni autenticamente artigiane da quelle che non lo sono, garantisce condizioni di concorrenza più eque e aiuta i consumatori a fare scelte più consapevoli”, ha dichiarato.

Un provvedimento che punta a tutelare il valore dell’artigianato autentico, contrastando fenomeni di concorrenza sleale e rafforzando la trasparenza nei confronti dei consumatori.

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