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Taranto

Asfalto sulla pavimentazione storica, Stano attacca: “Scempio senza visione”

Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle denuncia la gestione dei lavori pubblici e accusa l’amministrazione di mancanza di programmazione e tutela del patrimonio

Asfalto sulla pavimentazione storica, Stano attacca: “Scempio senza visione”

Asfalto sulla pavimentazione storica, Stano attacca: “Scempio senza visione”

TARANTO - Un nuovo intervento sui lavori pubblici finisce al centro della polemica politica. A sollevare il caso è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Gregorio Stano, che attraverso un messaggio diffuso sui social attacca duramente l’operato dell’amministrazione cittadina.

Nel suo intervento, Stano parla senza mezzi termini di “ennesimo scempio in città” denunciando come l’asfalto sia stato utilizzato per coprire un tratto di pavimentazione storica, cancellando di fatto un elemento identitario del territorio. “L'asfalto copre la storia (e le risorse)!” scrive il consigliere, esprimendo “profonda indignazione” per quanto accaduto.

Il rappresentante pentastellato punta il dito contro quella che definisce una gestione approssimativa degli interventi pubblici. Secondo Stano, infatti, manca una reale pianificazione a lungo termine, con lavori eseguiti senza una visione complessiva. “Sembra che non ci sia una visione a lungo termine per la nostra città”, afferma, parlando di interventi sporadici che non tengono conto delle caratteristiche storiche e urbanistiche del territorio.

Nel mirino finiscono anche le modalità con cui vengono avviati i cantieri. Il consigliere sottolinea come spesso si intervenga in condizioni di urgenza, senza un’adeguata programmazione preventiva. “Spesso ci si riduce all'ultimo minuto per interventi urgenti”, osserva, evidenziando come questa pratica rischi di compromettere sia la qualità delle opere sia il rispetto dell’ambiente urbano.

Le ricadute, secondo Stano, sono evidenti su più livelli. Da un lato c’è il danno estetico, con la perdita del fascino e dell’unicità che caratterizzano alcune aree della città. Dall’altro, si profila anche un danno economico, perché interventi realizzati con criteri ritenuti insufficienti potrebbero richiedere ulteriori manutenzioni, con conseguenti costi aggiuntivi per la collettività.

Da qui l’appello finale del consigliere, che invita a un cambio di rotta nella gestione dei lavori pubblici. “È tempo di dire basta a questo modo di fare!”, conclude, rilanciando il tema della tutela del patrimonio urbano e della necessità di una programmazione più attenta e strutturata.

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