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Bruxelles

Pesca e agricoltura in crisi, appello dell’Italia all’Ue: “Interventi urgenti contro il caro energia”

La richiesta di revisione del Feampa e stop al Cbam: coinvolti 5 Paesi europei

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Pescherecci

BRUXELLES - Un intervento immediato dell’Unione europea per sostenere pesca e acquacoltura, duramente colpite dall’aumento dei costi energetici legati alla crisi in Medio Oriente. È quanto chiesto dall’Italia insieme ad altri 4 Paesi membri, Bulgaria, Estonia, Lettonia e Portogallo, nel corso della riunione dell’Agrifish in corso a Bruxelles.

Il ministro Francesco Lollobrigida, insieme ai colleghi europei, ha sollecitato una revisione urgente del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, con l’obiettivo di introdurre misure concrete a sostegno del comparto.

Tra le richieste avanzate figura innanzitutto un supporto diretto alle imprese, necessario per compensare l’aumento dei costi operativi e tutelare i livelli occupazionali. Parallelamente, viene proposta una spinta all’innovazione attraverso l’ammodernamento delle imbarcazioni e dei sistemi di propulsione, per favorire soluzioni più efficienti e sostenibili.

Un altro punto centrale riguarda il futuro del settore, con la necessità di rendere più attrattivo il lavoro in mare per le nuove generazioni, attraverso incentivi che garantiscano condizioni economiche e di sicurezza adeguate. Tra le priorità indicate anche il sostegno alla continuità produttiva delle imprese ittiche e la semplificazione delle procedure amministrative.

Nel corso del confronto, l’Italia ha inoltre affiancato la Francia nella richiesta di sospendere il CBAM, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere entrato in vigore dal 1° gennaio 2026. La misura, secondo i due Paesi, rischia di avere ripercussioni significative sui costi di produzione agricoli, in particolare per le colture che dipendono dall’utilizzo di fertilizzanti, oggi più difficili da reperire.

La posizione espressa a Bruxelles evidenzia la crescente pressione economica su comparti strategici, con l’obiettivo di ottenere risposte rapide dall’Unione europea per garantire la tenuta delle imprese e la sostenibilità delle produzioni nel medio periodo.

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