Cerca

Cerca

Le reazioni

Referendum giustizia, in Puglia esulta il fronte del No: “Segnale chiaro al Governo”

Dal Partito democratico al Movimento 5 Stelle fino alla Cgil, unanime la lettura politica: difesa della Costituzione e bocciatura della riforma

Giustizia

Giustizia

BARI - Il risultato del referendum sulla riforma della giustizia accende il dibattito politico e sindacale in Puglia, dove prevale con decisione il fronte del No, interpretato come una presa di posizione netta dei cittadini contro le modifiche proposte.

Tra i primi a commentare il voto è stato il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro: “Ha vinto soprattutto la partecipazione di un popolo che, quando capisce che il proprio voto conta davvero, si alza, esce di casa e sceglie. Non delega, non si astiene, non resta a guardare. Il NO alla riforma della giustizia è stato un voto per prendersi cura della nostra Costituzione, per dire che le regole fondamentali della nostra convivenza civile non si cambiano senza un confronto vero, profondo, all’altezza della loro importanza. È questo il punto: quando si tocca l’architettura della nostra democrazia, la parola torna ai cittadini. E i cittadini, oggi, hanno risposto. Con serietà. Con consapevolezza. Con dignità. È un messaggio di responsabilità che ci dice che la democrazia non è garantita una volta per tutte. Va difesa, ogni volta che serve”.

Secondo Domenico De Santis, consigliere regionale e segretario pugliese del Partito democratico, il voto rappresenta una risposta chiara alla narrazione del centrodestra. Il dirigente dem sottolinea come, di fronte a temi considerati fondamentali per la democrazia, gli elettori abbiano mostrato consapevolezza e partecipazione, esprimendo un orientamento che supera le divisioni politiche.

De Santis evidenzia inoltre il dato pugliese, con la regione quinta in Italia per affermazione del No e con Bari che ha raggiunto il 64%, interpretando questo risultato come un messaggio preciso sulla tutela della Costituzione. Per il segretario regionale del Pd, il sistema giudiziario necessita di interventi concreti come la riduzione dei tempi processuali e il rafforzamento degli organici, ma ogni riforma deve nascere dal confronto e dal rispetto della Carta.

Dura anche la posizione del Movimento 5 Stelle Puglia, che ha commentato l’esito del voto nel corso di una conferenza stampa a Taranto alla presenza dei vertici regionali. Il vicepresidente Mario Turco parla apertamente di sconfitta politica per il Governo, sottolineando come gli italiani abbiano respinto una riforma approvata senza possibilità di modifica in Parlamento. Secondo Turco, le priorità per la giustizia restano l’aumento del personale e il miglioramento delle infrastrutture, non interventi ritenuti inadeguati nel metodo e nel merito.

Il coordinatore regionale Leonardo Donno legge il risultato come un segnale diretto all’esecutivo, accusato di distanza dai problemi reali del Paese. Donno ringrazia gli attivisti impegnati nella campagna referendaria e sottolinea il ruolo dei giovani, ritenuti determinanti per il successo del No.

Sulla stessa linea la capogruppo regionale Maria La Ghezza, che richiama l’importanza della partecipazione e del confronto parlamentare, giudicato insufficiente negli ultimi anni. La Ghezza evidenzia anche il dato dell’affluenza, considerato significativo per comprendere il coinvolgimento dei cittadini su un tema percepito come centrale.

Per la consigliera regionale Annagrazia Angolano, il voto rappresenta una vittoria nella difesa della Costituzione e un punto di partenza per una nuova fase politica, da costruire attraverso il confronto diretto con i cittadini.

Interviene anche il consigliere regionale del Partito democratico Cosimo Borraccino, che definisce l’esito del referendum una duplice affermazione, legata sia alla vittoria del No sia all’ampia partecipazione popolare. Borraccino sottolinea come il risultato abbia superato le aspettative della vigilia, con un vantaggio di 8 punti e un’affluenza vicina al 60%.
Per l’esponente dem, il voto dimostra una scelta consapevole da parte degli elettori a favore dell’indipendenza della magistratura. Viene inoltre evidenziato il contributo dei magistrati e dei volontari impegnati nella campagna referendaria, oltre al ruolo delle forze politiche che hanno sostenuto il No, tra cui Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra.

Anche il fronte sindacale esprime una valutazione netta. La segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, interpreta il risultato come una vittoria della partecipazione democratica e della Costituzione. Secondo Bucci, la riforma bocciata non avrebbe affrontato le criticità del sistema giustizia, ma avrebbe inciso sugli equilibri tra i poteri dello Stato.
La dirigente sindacale collega inoltre il voto a un giudizio più ampio sull’azione del Governo, richiamando le difficoltà economiche e sociali del Paese e sostenendo la necessità di tornare alla centralità della Carta costituzionale come riferimento per politiche più efficaci.

Nel complesso, dalle reazioni politiche e sindacali emerge una lettura condivisa dell’esito referendario come segnale forte proveniente dall’elettorato, che in Puglia assume un valore ancora più marcato, confermando un orientamento ampiamente favorevole alla difesa dell’attuale assetto della giustizia e dei principi costituzionali.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori