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Bitonto

Minacce al Sindaco nella trasmissione di Rete 4, condanna a 13 mesi per un 50enne

Sentenza del Gup di Bari per le frasi pronunciate davanti alle telecamere di "Fuori dal Coro" nel 2025. Il Comune parte civile, il primo cittadino: “Ristabilito il rispetto della legalità”

Tribunale di Bari

Tribunale di Bari

BITONTO - È stato condannato a 13 mesi di reclusione l’uomo di 50 anni che nel settembre del 2025 aveva minacciato di morte il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci. La decisione è stata pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Bari al termine del giudizio abbreviato, celebrato sulla base degli elementi raccolti dalla Procura della Repubblica.

I fatti risalgono a un servizio televisivo realizzato durante un’inchiesta giornalistica sulle occupazioni abusive di immobili pubblici. Nel corso della registrazione, poi trasmessa il 21 settembre nella trasmissione “Fuori dal Coro” su Rete 4, uno degli occupanti, davanti alle telecamere, espresse in modo esplicito l’intenzione di uccidere il primo cittadino.

Nel procedimento giudiziario il Comune di Bitonto si è costituito parte civile, sostenendo di aver subito un danno all’immagine e al prestigio istituzionale. L’ente è stato rappresentato dall’avvocato Franco Mercutello, responsabile dell’Avvocatura comunale, mentre il sindaco è stato assistito dall’avvocato Salvatore D’Aluiso, senza oneri per le casse comunali.

All’indomani della sentenza, il sindaco Ricci ha commentato l’esito del processo sottolineandone il valore simbolico. “La condanna odierna dell’autore delle gravi minacce nei miei confronti ristabilisce il giusto ordine delle cose, sancendo la supremazia della legalità e del rispetto”, ha dichiarato, aggiungendo che la città “va considerata la vera vittima di quell’esagitato attacco verbale” e che la decisione conferma che non c’è spazio “per la violenza, la prepotenza e la sopraffazione”.

Il primo cittadino ha inoltre evidenziato il ruolo dell’autorità giudiziaria. “Il risultato raggiunto è frutto dell’ottimo lavoro svolto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, che ha avviato le indagini del caso su propria iniziativa”, ha affermato, parlando di un segnale di attenzione nei confronti della comunità locale e di un riconoscimento della sua integrità.

La sentenza chiude così una vicenda che aveva suscitato forte attenzione per la gravità delle minacce pronunciate pubblicamente, riaffermando il principio della tutela delle istituzioni e dei rappresentanti eletti.

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