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Brindisi

Operazione Colemi, arrestato il quarto indagato

Fermato dalla Polizia il 44enne Alessandro Blasi, irreperibile da giorni. L’inchiesta della Dda di Lecce coinvolge 9 persone e punta sulla frangia tuturanese della Sacra Corona Unita

La Squadra Mobile della Bat

La Squadra Mobile - archivio

SAN PIETRO VERNOTICO - Si è chiusa con un arresto la ricerca del quarto indagato nell’ambito dell’operazione “Colemi”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Brindisi. In manette è finito Alessandro Blasi, 44 anni, rintracciato nella serata di mercoledì dopo essere risultato irreperibile da martedì.

L’uomo, di San Pietro Vernotico, è stato individuato e bloccato dagli agenti della Polizia di Stato. Secondo quanto emerso, stava per presentarsi spontaneamente in caserma quando è stato intercettato.

Nei suoi confronti viene contestato un presunto tentativo di estorsione in concorso, nell’ambito dell’indagine coordinata dal pubblico ministero Carmen Ruggiero. Con questo arresto si completa il quadro dei destinatari delle misure cautelari legate all’operazione.

L’inchiesta ha acceso i riflettori sulla frangia tuturanese della Sacra Corona Unita, delineando un contesto investigativo che coinvolge complessivamente 9 persone, indagate a vario titolo per associazione mafiosa e per diversi episodi estorsivi.

Tra gli arrestati figura anche Pietro Guadalupi, già presidente del Consiglio comunale di Brindisi, che insieme agli altri indagati sarà chiamato a comparire nelle prossime ore davanti al giudice per le indagini preliminari.

Intanto, sul fronte politico, si registra anche la posizione di Fratelli d'Italia attraverso il coordinatore provinciale di Brindisi, Luigi Caroli: “In merito alle notizie pubblicate sull’inchiesta della DDA di Lecce intendo precisare che Pietro Guadalupi non risulta iscritto a Fratelli d’Italia. Siamo e saremo sempre garantisti nei confronti di chiunque e, chiaramente, confidiamo nel lavoro della Magistratura perché venga fatta verità su fatti dell’inchiesta”.

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