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Puglia

Prezzi alle stelle, esposto del Codacons in 5 Procure: sospetti su rincari e speculazioni

Carburanti, alimentari e materiali sotto osservazione. L’associazione chiede indagini su possibili aumenti ingiustificati

Distributore di Benzina

Distributore di Benzina

BARI - Un esposto formale è stato depositato nelle Procure della Repubblica di Bari, Brindisi, Lecce, Foggia e Taranto per accertare eventuali fenomeni di speculazione sui prezzi. A presentarlo è il Codacons, che punta a fare luce su possibili rincari anomali in diversi settori economici.

L’iniziativa nasce dal monitoraggio dei listini, con particolare attenzione al comparto dei carburanti, e mira a verificare se gli aumenti registrati negli ultimi giorni siano legati a dinamiche reali oppure a manovre speculative che sfruttano le tensioni geopolitiche internazionali.

Nel documento si sottolinea come il contesto globale stia incidendo sull’economia e sui consumatori. “Le crisi geopolitiche e le tensioni nei mercati energetici rappresentano momenti di particolare fragilità per l’equilibrio economico globale”, si legge nell’esposto. L’attenzione si concentra soprattutto sui beni essenziali, il cui costo incide direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie.

Secondo quanto evidenziato dall’associazione, negli ultimi giorni si sarebbe registrato un aumento dei prezzi in diversi comparti produttivi. “Negli ultimi giorni si segnalerebbe un significativo aumento dei prezzi in molteplici filiere produttive”, si legge ancora nel documento, con effetti che potrebbero risultare particolarmente rilevanti per l’economia.

Uno dei fronti più sensibili è quello dei carburanti. I dati citati parlano di 23.387,3 milioni di litri annui venduti sulla rete ordinaria, pari a circa 64.074.794 litri al giorno. In questo scenario, anche variazioni minime del prezzo unitario potrebbero tradursi in trasferimenti economici molto elevati a carico dei consumatori.

L’attenzione si estende anche al settore agricolo e alimentare, dove si segnalano possibili aumenti nei costi di fertilizzanti, materie prime e prodotti finiti, con effetti diretti sui prezzi al consumo. Il rincaro dei carburanti, secondo l’esposto, starebbe già incidendo sui prodotti ortofrutticoli.

Non meno rilevanti i segnali provenienti dall’industria. Alcuni fornitori di materie plastiche avrebbero richiesto incrementi fino al 30%, con rialzi tra 200 e 250 dollari a tonnellata, giustificati dalle tensioni sui mercati energetici. Analoghi aumenti riguarderebbero altre materie prime, con il rame in crescita fino al 40%, ferro e alluminio intorno al 20%, mentre nel comparto edilizio si registrerebbero incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso e del 10% per il calcestruzzo. Anche il legno mostrerebbe aumenti compresi tra il 10% e il 15%.

Alla luce di questi elementi, il Codacons ha chiesto alle Procure di avviare verifiche approfondite per ricostruire la formazione dei prezzi lungo l’intera filiera. L’obiettivo è accertare se i rincari siano effettivamente giustificati dall’aumento dei costi oppure se possano configurarsi ipotesi di reato, tra cui il rialzo fraudolento dei prezzi.

L’associazione sollecita inoltre il coinvolgimento della Guardia di Finanza e degli altri organi di polizia giudiziaria per acquisire documentazione su listini, costi e dinamiche economiche, al fine di chiarire eventuali responsabilità.

L’esposto apre ora la strada a possibili indagini penali in tutta la regione, con l’obiettivo di tutelare i consumatori e verificare la correttezza dei meccanismi che regolano i prezzi nei settori più sensibili dell’economia.

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