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Molfetta
18 Marzo 2026 - 14:56
Tommaso Minservini, sindaco di Molfetta
MOLFETTA – Si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto l’ex sindaco di Molfetta Tommaso Minervini. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio i provvedimenti cautelari emessi nei suoi confronti, escludendo la possibilità di ulteriori sviluppi in sede giudiziaria. Insomma, quell'arresto non andava fatto.
Nelle 9 pagine di motivazioni, i giudici hanno chiarito che non esistono elementi tali da giustificare un nuovo esame del caso, evidenziando come non siano emersi indizi di colpevolezza per nessuno dei 9 capi di imputazione contestati.
La decisione riguarda sia l’ordinanza del gip del tribunale di Trani che aveva disposto l’arresto, sia il successivo provvedimento del Riesame che aveva sostituito la misura con il divieto di dimora negli uffici comunali per la durata di 1 anno.
La pronuncia mette la parola fine su un’inchiesta relativa a presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici, che aveva portato Minervini agli arresti domiciliari dal 6 al 28 giugno 2025.
Secondo la Cassazione, le contestazioni mosse nei confronti dell’ex primo cittadino non presentano rilevanza penale, sancendo così l’assenza dei presupposti per l’applicazione delle misure cautelari.
La vicenda aveva avuto anche ripercussioni sul piano amministrativo. Il Comune era stato inizialmente guidato dal vicesindaco Nicola Piergiovanni, prima dello scioglimento dell’amministrazione a seguito delle dimissioni di 13 consiglieri.
Attualmente, la gestione dell’ente è affidata a un commissario straordinario, nominato dalla Prefettura.
Con la decisione della Suprema Corte, si conclude quindi un caso che aveva inciso sia sul piano giudiziario che su quello politico-amministrativo della città.
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