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Gravina in Puglia

Ancona è Capitale Italiana della Cultura per il 2028, delusione e orgoglio in Puglia

Sogno sfumato ma la candidatura della città murgiana si trasforma in un progetto di futuro tra partecipazione, visione e sviluppo

Una veduta di Gravina in Puglia

Una veduta di Gravina in Puglia

GRAVINA IN PUGLIA - Non arriva il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2028, ma Gravina guarda oltre l’esito e rilancia il percorso avviato negli ultimi mesi. La candidatura, che ha visto una forte partecipazione di istituzioni, associazioni e cittadini, si trasforma ora in un punto di partenza per una nuova fase di crescita culturale e sociale del territorio.

Ad Ancona, città designata dal Ministero della Cultura, arrivano le congratulazioni della comunità gravinese, mentre sul piano locale resta la consapevolezza di aver costruito un progetto solido e condiviso, capace di attivare energie e generare nuove progettualità.

Il lavoro svolto non si interrompe con la proclamazione. Al contrario, rappresenta una base concreta su cui proseguire, grazie a una rete di relazioni e iniziative che hanno rafforzato il legame tra comunità, istituzioni e mondo culturale. Un patrimonio che continuerà a sostenere lo sviluppo di nuovi progetti.

Il dossier di candidatura ha tracciato una visione di lungo periodo, fondata sulla valorizzazione del patrimonio storico, paesaggistico e creativo, indicando la cultura come leva di innovazione e trasformazione. Un percorso che ha portato Gravina a distinguersi come unica città pugliese tra le finaliste, consolidando il suo ruolo nel panorama regionale.

Il sindaco Fedele Lagreca parla di una tappa comunque storica per la città, sottolineando come il risultato raggiunto collochi Gravina tra le realtà di riferimento in ambito culturale. L’obiettivo ora è costruire un programma all’altezza di un territorio che si propone come punto di connessione tra più aree del Mezzogiorno, tra Puglia, Basilicata e Calabria. Il primo cittadino evidenzia inoltre il contributo del consigliere delegato Ignazio Lovero, del team di progettazione e di tutte le realtà coinvolte, definendo Gravina 2028 un passaggio destinato a segnare un cambiamento duraturo.

Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Cultura Silvia Miglietta, che definisce la comunità gravinese comunque vincente. Secondo l’assessore, il valore del percorso risiede nella qualità del progetto costruito e nella capacità di guardare al futuro con una visione chiara, indipendentemente dall’esito finale.

Per Ignazio Lovero, la candidatura ha rappresentato un’esperienza di crescita collettiva, capace di mettere in moto idee, entusiasmo e partecipazione. Un lavoro condiviso che continuerà a produrre effetti nel tempo, alimentando nuove iniziative culturali.

Determinante è stato il contributo di una rete ampia e articolata, composta da cittadini, associazioni, operatori culturali, istituzioni, ambasciatori della candidatura, comitato scientifico e promotore, insieme al team di progettazione PanSpeech.

L’eredità lasciata dalla candidatura è quella di una città più consapevole del proprio potenziale e dotata di strumenti concreti per svilupparlo. Dopo il recente appuntamento “Perché Gravina”, ospitato al Cinema Sidion, è già in programma un nuovo momento di confronto aperto alla comunità, durante il quale saranno presentate le prossime iniziative culturali.

Gravina, pur senza il titolo nazionale, si prepara così a proseguire il percorso intrapreso, con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo come laboratorio culturale dinamico e in crescita.

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