BARI - Un territorio sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico e alle tensioni globali, con il comparto agricolo chiamato a fronteggiare nuove criticità. È il quadro delineato da Coldiretti Puglia, che segnala come dall’inizio del 2026 siano stati registrati 29 eventi estremi nella regione.
In questo contesto, assume particolare rilevanza l’avvio delle procedure per il pagamento dei fondi destinati alla gestione del rischio relativi al 2025, previsto per la prima decade di aprile. Un passaggio ritenuto decisivo per sostenere le imprese agricole, alle prese con una fase di forte instabilità economica e climatica.
Secondo Coldiretti, le difficoltà del settore sono aggravate anche dal quadro internazionale, segnato da tensioni geopolitiche e dalla guerra in Iran, con ripercussioni dirette sui costi di produzione, a partire dal prezzo del carburante.
L’organizzazione evidenzia inoltre come l’intervento annunciato dal direttore di Agea, Fabio Vitale, possa rappresentare un sostegno concreto per le aziende, contribuendo a garantire liquidità e a migliorare la programmazione per l’annata 2026. Nelle ultime settimane, infatti, Agea ha già erogato una tranche di pagamenti pari a 191 milioni di euro, offrendo un primo segnale di stabilità al comparto.
Resta però elevata la vulnerabilità del territorio pugliese, dove 230 comuni su 257 risultano esposti al rischio di dissesto idrogeologico. Le conseguenze coinvolgono non solo i cittadini, ma anche circa 12.000 imprese agricole. Il fenomeno interessa l’intera provincia Bat, il 95% dei territori di Brindisi e Foggia, il 90% della provincia di Bari e l’81% dei comuni del Leccese.
I dati elaborati su base Ispra indicano inoltre oltre 8.000 persone esposte al rischio frane e più di 119.000 cittadini potenzialmente coinvolti da alluvioni, a conferma di una fragilità diffusa che riguarda tanto le aree urbane quanto quelle rurali.
Alla base di questa situazione vi è l’intensificarsi dei fenomeni climatici estremi, con piogge concentrate, sbalzi termici e stagioni sempre meno prevedibili. A incidere è anche l’aumento delle superfici classificate a rischio nei piani di assetto idrogeologico, insieme a fattori come l’abbandono delle campagne e il consumo di suolo.
Secondo Coldiretti, il dissesto interessa soprattutto le aree agricole e naturali, aggravato dalla cementificazione e dalla diffusione di impianti fotovoltaici, oltre che da eventi meteorologici sempre più violenti.
La tutela del territorio e delle produzioni agricole viene indicata come una priorità strategica, che richiede interventi strutturali e innovazione tecnologica. Tra le soluzioni individuate figurano l’impiego di droni e satelliti, l’adozione di tecniche genetiche sostenibili e il rafforzamento delle infrastrutture per la gestione delle risorse idriche.
Fondamentale, in particolare, il miglioramento della rete di canali e la realizzazione di piccoli invasi, in grado di accumulare acqua nei periodi piovosi e renderla disponibile nei momenti di maggiore necessità. Un approccio ritenuto indispensabile per contrastare siccità e dissesto, garantendo al tempo stesso un futuro al sistema agricolo pugliese.
Edicola digitale
Abbonati