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Taranto

Marina Militare, allarme organici: “Servizi a rischio senza nuove assunzioni”

La Cisl Fp denuncia una carenza del 50 per cento di personale civile e chiede un piano straordinario: vertenza sul tavolo del Governo il 24 marzo

L'Arsenale

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TARANTO - Una situazione definita ormai critica, con il rischio concreto di compromettere il funzionamento dell’Area Tecnica della Marina Militare nel territorio ionico. È l’allarme lanciato dalla Cisl Fp Taranto Brindisi, al termine di un incontro svoltosi a Marina Sud con i responsabili degli enti presenti nell’area.

La segreteria territoriale del sindacato sottolinea come la situazione non consenta più rinvii, ribadendo la necessità di interventi immediati per evitare ulteriori ripercussioni sui servizi. Al centro della denuncia la grave carenza di personale civile, che avrebbe raggiunto circa il 50% dell’organico, con una scopertura stimata in 2.500 unità, aggravata nel 2026 dal consistente numero di pensionamenti.

Per far fronte all’emergenza, la CISL FP sollecita l’avvio di un piano straordinario di reclutamento, attraverso nuovi concorsi e lo scorrimento delle graduatorie esistenti, chiedendo a Marina Sud di farsi portavoce dell’istanza presso i livelli decisionali.

Tra i temi evidenziati anche quello relativo al nuovo bacino galleggiante destinato alle unità navali di ultima generazione. Pur riconoscendo l’importanza dell’investimento, il sindacato richiama l’attenzione sui tempi di realizzazione, stimati in 4 anni, ritenendo necessario aprire un confronto sulle prospettive occupazionali e industriali con il coinvolgimento di istituzioni e parti sociali.

Non meno rilevante la questione legata al sistema NoiPA, segnalata come una criticità per il personale proveniente dai ruoli militari e transitato nel comparto civile per motivi di salute. Il sindacato denuncia errori nelle retribuzioni e nei carichi fiscali, che si protraggono da anni senza soluzione.

Sul fronte del welfare, la CISL FP punta il dito contro il modello di gestione esternalizzata di alcune strutture storiche, tra cui lo stabilimento Saint Bon e la Sezione Nautica. Secondo il sindacato, la gestione privata avrebbe comportato un aumento dei costi per i dipendenti, snaturando la funzione sociale dei servizi. Da qui la richiesta di un ritorno a forme di gestione interna o affidate a enti senza scopo di lucro.

Ulteriore criticità riguarda la sicurezza delle basi, che non può essere garantita esclusivamente tramite sistemi di videosorveglianza. La proposta è quella di impiegare personale civile interno, non più idoneo alle mansioni tecniche, per i servizi di vigilanza, evitando il ricorso ad appalti esterni considerati più onerosi.

A complicare il quadro, anche la carenza di risorse destinate al lavoro straordinario. Con organici ridotti, sottolinea il sindacato, risulta difficile assicurare la continuità dei servizi, inclusi quelli logistici, in un contesto già reso complesso dalla situazione internazionale.

La CISL FP Taranto Brindisi ha annunciato che porterà tutte le criticità all’attenzione del Sottosegretario alla Difesa nel prossimo incontro fissato per il 24 marzo, con particolare riferimento al tema delle risorse.

Il sindacato conclude con un appello ad azioni immediate, evidenziando come l’assenza di interventi rischi di compromettere l’erogazione dei servizi essenziali e di aggravare ulteriormente una situazione già considerata insostenibile.

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