TARANTO – Il futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto torna al centro del confronto tra industria e istituzioni. Nella sede di Confindustria Taranto si è svolta una conferenza stampa congiunta promossa da Federmeccanica e Confindustria Taranto, dedicata alle prospettive dell’ex Ilva e al suo ruolo per il sistema produttivo italiano.
All’incontro hanno partecipato Simone Bettini, presidente di Federmeccanica, e Salvatore Toma, presidente di Confindustria Taranto, che poche ore prima avevano visitato lo stabilimento di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. I due rappresentanti dell’industria sono stati ricevuti dal direttore generale Maurizio Saitta, che ha illustrato la situazione dell’azienda e le condizioni operative del sito siderurgico.
La visita ha offerto l’occasione per ribadire la centralità dello stabilimento tarantino, attivo da oltre 60 anni e considerato uno dei pilastri storici della siderurgia nazionale. Nato nel pieno del boom economico del dopoguerra, il polo industriale jonico ha rappresentato per decenni uno dei motori dell’industrializzazione italiana.
Oggi il suo destino è al centro di un dibattito che va ben oltre i confini regionali. La questione riguarda infatti non solo l’economia del territorio, ma anche la competitività dell’intero sistema manifatturiero italiano e l’autonomia strategica del Paese nella produzione di acciaio.
Ex Ilva, “Scelta strategica per il futuro dell'industria” - Salvatore Toma e Simone Bettini
La siderurgia continua infatti a rappresentare una risorsa fondamentale per numerosi comparti industriali, dalla meccanica all’automotive, fino ai settori dell’edilizia e dell’energia. In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni commerciali e catene di approvvigionamento sempre più fragili, mantenere una produzione nazionale di acciaio primario diventa una questione strategica.
Accanto alla dimensione economica, emerge anche quella legata alla sicurezza nazionale. La disponibilità di acciaio primario, infatti, rappresenta un elemento rilevante per sostenere le capacità produttive e difensive del Paese, soprattutto in una fase in cui molti Stati europei stanno rafforzando gli investimenti nel settore della difesa.
Durante la conferenza sono stati presentati anche i dati dell’ultima indagine congiunturale realizzata da Federmeccanica, che evidenzia quanto il sistema metalmeccanico italiano dipenda dalla disponibilità di acciaio prodotto nel Paese.
Secondo lo studio, il 63% delle imprese metalmeccaniche utilizza acciaio nei propri processi produttivi. Per il 42% di queste aziende il costo dell’acciaio rappresenta oltre il 30% del totale delle materie prime impiegate nella produzione.
L’indagine evidenzia inoltre che oltre il 60% delle imprese si rifornisce sul mercato italiano, suddiviso tra 34% di acquisti diretti da produttori nazionali e 29% tramite distributori. Il restante approvvigionamento arriva dall’Unione Europea per il 22%, da Paesi extra europei per il 9% e dalla Cina per il 6%.

I risultati dello studio indicano anche una forte consapevolezza tra gli imprenditori riguardo al valore strategico dell’acciaio nazionale. Il 64% delle imprese considera la produzione italiana un fattore decisivo per la competitività del Paese, mentre il 68% ritiene fondamentale il rilancio dell’ex Ilva anche alla luce delle nuove normative europee come il CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.
Secondo Federmeccanica e Confindustria Taranto, il rilancio dello stabilimento dovrebbe passare attraverso un intervento pubblico significativo, orientato alla modernizzazione degli impianti e alla transizione verso tecnologie più sostenibili.
Tra le soluzioni ipotizzate figurano l’utilizzo del DRI, Direct Reduced Iron, e l’introduzione dei forni elettrici, strumenti ritenuti fondamentali per accompagnare il processo di decarbonizzazione della produzione siderurgica.
L’obiettivo, secondo le associazioni industriali, è garantire la continuità produttiva, salvaguardare l’occupazione e sostenere l’indotto, evitando al tempo stesso di continuare a finanziare strumenti di sostegno al reddito senza una prospettiva industriale concreta.
Il tema coinvolge direttamente tutte le istituzioni chiamate a decidere sul futuro dell’impianto. Governo nazionale, Regione Puglia e Comune di Taranto sono infatti chiamati a trovare un coordinamento operativo, superando anche le divergenze emerse negli ultimi mesi su questioni tecniche come la localizzazione della nave rigassificatrice necessaria per alimentare i nuovi impianti DRI.
Nel corso dell’incontro Simone Bettini ha ribadito con forza la posizione del sistema metalmeccanico italiano. «Le nostre imprese hanno bisogno di acciaio italiano. L’Italia ha bisogno dell’ex Ilva», ha affermato il presidente di Federmeccanica.
Bettini ha spiegato che la visita allo stabilimento ha confermato la possibilità di un rilancio industriale sostenibile. «Abbiamo potuto constatare che esistono tutte le condizioni per rilanciare il sito in modo sostenibile, e non mi capacito che non si riesca ancora a risolvere questa vicenda».

Il presidente di Federmeccanica ha sottolineato come rinunciare allo stabilimento significherebbe compromettere intere filiere industriali. «Senza un’adeguata offerta di acciaio prodotto in Italia intere catene produttive rischiano di fermarsi. Non si tratta solo di evitare l’aumento dei costi, ma di evitare di dipendere da fornitori esteri che potrebbero interrompere le forniture».
Bettini ha infine ribadito la disponibilità dell’associazione a partecipare a un confronto con tutti i soggetti coinvolti. «Federmeccanica è pronta fin da subito a un dialogo costruttivo con sindacati e istituzioni, a partire dal Governo. Non c’è più tempo da perdere».
Sulla stessa linea anche il presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma, che ha richiamato l’attenzione sul valore strategico del sito siderurgico per l’intero Paese.
«Sono convinto che lo stabilimento di Taranto possa continuare a produrre nel rispetto dei criteri di sostenibilità e sicurezza», ha dichiarato Toma, sottolineando come la sfida attuale richieda scelte condivise tra tutti gli attori coinvolti.
Secondo il presidente degli industriali ionici il momento è particolarmente delicato. «Le decisioni che verranno prese nei prossimi anni avranno un impatto diretto sull’economia nazionale e sulla stabilità occupazionale del territorio».
Toma ha evidenziato anche il ruolo decisivo che dovrà essere svolto dal Governo. «Sarà fondamentale garantire una presenza forte dello Stato nella futura governance dell’ex Ilva, sia per sostenere il processo industriale sia per tutelare i lavoratori e le aziende dell’indotto».

Il presidente di Confindustria Taranto ha infine ringraziato Federmeccanica per la scelta di portare l’attenzione nazionale sul polo siderurgico jonico. «Ringrazio il presidente Bettini per aver voluto sostenere queste ragioni venendo qui a Taranto, cuore della siderurgia italiana».