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Sanità

“No alla chiusura degli ospedali in Puglia e all'aumento Irpef per coprire il buco sanitario”

Presentata una proposta di legge dalla Lega per sopprimere le società in house delle Asl e reinternalizzare il personale. Il gruppo consiliare regionale ribadisce il no a nuove tasse

Corsia di ospedale

Corsia di ospedale

BARI - Una proposta di legge per abolire le Sanitaservice pugliesi e riportare il personale all’interno delle aziende sanitarie locali. È l’iniziativa annunciata dal gruppo consiliare regionale della Lega durante una conferenza stampa tenuta questa mattina, nel corso della quale sono stati affrontati anche i temi della rete ospedaliera e della situazione finanziaria della sanità regionale.

A illustrare la posizione del partito è stato il capogruppo in Consiglio regionale Fabio Romito, intervenuto insieme ai consiglieri Napoleone Cera, Gianfranco De Blasi e Antonio Paolo Scalera, alla presenza del segretario regionale della Lega Roberto Marti.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti Romito ha spiegato che l’iniziativa nasce dalla volontà di fare chiarezza sulle notizie circolate nelle ultime settimane riguardo alla possibile chiusura di alcuni presidi ospedalieri pugliesi.

Secondo il capogruppo della Lega, le indiscrezioni relative a un ridimensionamento della rete ospedaliera non sarebbero state smentite dal governo regionale, alimentando così preoccupazioni tra i cittadini e gli operatori sanitari.

Romito ha inoltre ribadito la posizione del gruppo consiliare sul tema fiscale, dichiarando la contrarietà della Lega a eventuali aumenti delle imposte regionali.

«Il gruppo consiliare della Lega – ha affermato – ribadisce il proprio no all’aumento delle tasse, in particolare all’innalzamento dell’addizionale regionale IRPEF per coprire il deficit sanitario. Con noi all’opposizione questo non sarà mai possibile».

Secondo Romito la strada da seguire dovrebbe essere quella di intervenire sulla spesa pubblica per ridurre gli sprechi. Il capogruppo ha ricordato che, a fronte di trasferimenti statali aumentati di circa 700 milioni di euro, il sistema sanitario regionale si troverebbe oggi a fare i conti con un disavanzo di 370 milioni di euro, cifra che secondo la Lega potrebbe ulteriormente crescere.

Sul tema è intervenuto anche il segretario regionale Roberto Marti, che ha evidenziato la necessità di risposte rapide da parte della Regione.

Marti ha richiamato l’attenzione sulle notizie diffuse negli ultimi giorni riguardo alla possibile chiusura di strutture ospedaliere in diverse province pugliesi, osservando che l’allarme lanciato attraverso i media non sarebbe stato finora smentito ufficialmente dall’amministrazione regionale.

Il segretario della Lega ha inoltre chiesto chiarimenti su un altro tema emerso recentemente nel dibattito politico regionale, quello relativo al blocco dei fondi europei FESR e FSE e alla mancata riprogrammazione immediata delle risorse.

Nel suo intervento Marti ha ribadito la posizione del partito contro qualsiasi ipotesi di aumento dell’addizionale IRPEF, sottolineando che la Lega continuerà a opporsi a misure fiscali ritenute penalizzanti per i cittadini.

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per annunciare la presentazione di una proposta di legge regionale dedicata al tema delle Sanitaservice, le società partecipate delle Asl che gestiscono diversi servizi sanitari e amministrativi.

A illustrare i contenuti dell’iniziativa è stato il consigliere regionale Napoleone Cera, che ha spiegato come il progetto normativo preveda la soppressione delle società e il reintegro del personale all’interno delle aziende sanitarie.

Secondo Cera l’obiettivo della proposta è intervenire sui costi del sistema prima di ipotizzare aumenti fiscali a carico dei cittadini.

«Prima di mettere le mani nelle tasche dei pugliesi – ha dichiarato – occorre intervenire sui centri di potere che negli anni hanno consentito alla politica di costruire sistemi di clientele».

Il consigliere ha inoltre ricordato che il costo complessivo delle Sanitaservice in Puglia supera i 250 milioni di euro, una cifra che secondo la Lega renderebbe necessario un ripensamento dell’attuale modello organizzativo.

La proposta di legge elaborata dai consiglieri regionali del partito prevede dunque la soppressione delle società in house e la reinternalizzazione dei lavoratori nelle Asl, con un risparmio stimato tra 60 e 70 milioni di euro all’anno.

Il provvedimento sarà ora formalmente depositato in Consiglio regionale, dove si aprirà il confronto politico su una riforma che, secondo la Lega, potrebbe incidere in modo significativo sulla gestione economica del sistema sanitario pugliese.

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