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Monteparano

L’altarino di San Giuseppe, la tradizione che unisce

Il rito popolare torna a raccontare fede, comunità e memoria collettiva nelle strade del piccolo centro jonico

Gli altarini di San Giuseppe a Monteparano

Gli altarini di San Giuseppe a Monteparano

MONTEPARANO – Un piccolo paese può custodire tradizioni che, più di qualsiasi monumento, raccontano l’identità profonda di una comunità. A Monteparano, l’antico rito dell’“altarino” dedicato a San Giuseppe continua a essere uno di quei gesti collettivi che resistono al tempo, alle mode, persino alla frenesia che altrove divora memoria e appartenenza. Qui, invece, ogni 18 e 19 marzo si rinnova un linguaggio fatto di mani che impastano, di sguardi che si riconoscono, di una fede che non ha bisogno di proclami per farsi sentire.

L’altarino non è soltanto un allestimento votivo: è un’opera corale. Coinvolge famiglie, anziani, giovani, gruppi spontanei che per settimane si dedicano alla preparazione del pane e delle pietanze da condividere. È un lavoro silenzioso, quasi rituale, che trasforma la cucina di casa in un laboratorio di comunità. Ogni forma di pane, ogni piatto cucinato, diventa un segno di gratitudine e di offerta, un modo per ricordare che la solidarietà non è un concetto astratto ma un atto quotidiano.

In questo intreccio di gesti antichi c’è una bellezza che non ha bisogno di scenografie. È una bellezza che nasce dalla sostanza: dal tempo donato, dalla cura, dalla volontà di mantenere vivo ciò che gli antenati hanno consegnato. Le mani che preparano il pane sono le stesse che, un tempo, costruivano il senso di appartenenza a un paese piccolo ma capace di custodire tradizioni grandi. E ogni anno, quando l’altarino prende forma in alcune vie di Monteparano, sembra ritrovare il proprio respiro più autentico di una volta.

Si parte giorno 18 marzo alle ore 17:00 con la benedizione del pane degli altarini devozionali, situati quest’anno in via Roma e piazza Castello presso il centro Socio-Culturale (curato dalla ProLoco di Monteparano); via Trento presso il Centro Anziani (curato dal Centro Anziani); via Trieste n. 50 (a cura di Uniti per San Giuseppe); via Trento n. 21 (a cura sig. Domenico D’Ippolito); via Spagna n. 8 (a cura delle famiglie Lenti-D’Ettorre); via G. Cesare n. 56 (a cura sig.ra Donata D’Ippolito); via S. Nicola n. 28 (a cura del sig. Cosimo Blasi) e infine via Risorgimento n. 35 (a cura sig.ra Giusi Carabotto).

Per le ore 20:00 sempre del 18 marzo, è prevista in piazza Castello la Tavola di San Giuseppe, un evento curato dalla ProLoco di Monteparano. Il momento dell’omaggio a San Giuseppe padre putativo di Gesù è dunque simbolo di dedizione silenziosa, che diventa così il cuore pulsante della festa celebrata qui, nella ridente cittadina jonica alle porte di Taranto.

Da notare che in questa aria festosa non c’è ostentazione, non c’è ricerca di spettacolo, c’è invece un inchino sincero della locale popolazione, un affidarsi collettivo che unisce generazioni diverse, arrivando ai numerosi visitatori che si apprestano a visitare Monteparano in questi due giorni 18 e 19 marzo intensissimi. È un modo per dire che la fede, quando è vissuta con semplicità, diventa un collante sociale capace di tenere insieme passato e presente.

Accanto ai cittadini e ai visitatori, l’Amministrazione comunale retta dal Sindaco Maristella Carabotto. Il Primo cittadino insieme agli altri sostiene questa tradizione con la consapevolezza che non si tratta solamente di un evento religioso, ma di un patrimonio culturale da proteggere. L’altarino devozionale a San Giuseppe, infatti, non appartiene a un singolo gruppo o alla famiglia che lo ha realizzato ma, crediamo, alla fine appartenga all’intera collettività locale. È un rito che parla di identità, di radici, di un paese che resiste ai tempi e non vuole smarrire la propria storia.

Da non tralasciare anche la giornata del 19 marzo, festa vera e propria di San Giuseppe. Dalle ore 08:30 il parroco don Angelo Pulieri offre in chiesa l’opportunità della Adorazione Eucaristica sino alle ore 12:00. Alle ore 18:00 solenne Celebrazione Eucaristica e, al termine, è prevista la processione con l’artistica statua di San Giuseppe.

Al termine della processione in via Paradiso, zona Teatro all’Aperto, seguirà lo spettacolo pirotecnico e l’accensione del falò a cura dei rioni.

E così, anche quest’anno, Monteparano si prepara a vivere il suo appuntamento più intimo e sentito, tra i tradizionali profumi di pane caldo, luci discrete e il vociare del paese carico di significato. L’altarino devozionale a San Giuseppe tornerà a raccontare pure nel 2026 ciò che davvero tiene unita una comunità: la capacità di trasformare la devozione in gesto, la memoria in futuro, la tradizione in un abbraccio collettivo.

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