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Taranto

Festival Majorano, risate e applausi al Fusco con “Un marito di troppo”

Successo per la Compagnia “La Rotaia” nella seconda serata del Festival del Teatro dialettale. Sul palco una commedia brillante tra equivoci, satira sociale e colpi di scena

Festival Majorano, risate e applausi al Fusco con “Un marito di troppo”

Festival Majorano, risate e applausi al Fusco con “Un marito di troppo”

TARANTO - Sono state due ore di gran divertimento quelle trascorse venerdì sera, al teatro comunale Fusco, per il folto pubblico che ha assistito alla rappresentazione de "Un marito di troppo ovvero 'A Contesse... d'a scarcioppele”, secondo lavoro in gara del sesto Festival del Teatro dialettale "Alfredo Majorano", istituito dal Comune e realizzato dall’Associazione artistico culturale “Compagnia Teatrale Lino Conte” su mandato della Fita Puglia. E tanti applausi, nella passerella finale, per i bravi attori della Compagnia “La Rotaia” di Gianfranco Carriglio, cui si deve il testo della spassosa commedia che prende in giro i ‘parvenu’, cioè le persone arricchite rapidamente, che, atteggiandosi ad appartenenti all’alta società, conservano più o meno vistosamente i modi e la mentalità della condizione sociale precedente.

Ed è proprio il caso di Emilia Cecere (interpretata dalla brava Anna Maria Netti, al suo esordio sulle scene) caratterizzata dal desiderio di diventare una donna d’alto ceto, lasciandosi alle spalle anni di sacrifici trascorsi a coltivare carciofi per venderli al mercato. La sua voglia di rivalsa sociale però sin dall’inizio le aveva fatto guadagnare fra i compagni di bancarella il titolo beffardo de “ ‘a contèsse d’a scarciòppele”, come ancora la ricordano.

A questa voglia di riscatto si aggiunge però il dolore per la condizione di ragazza madre, con due figli avuti da un uomo sposato, poi dileguatosi. Spassosi risultano i tentativi di Emilia nel darsi un contegno, sforzandosi di parlare in italiano però vistosamente segnato dalla parlata dialettale, che la espone quindi a magre figure. A poco valgono gli sforzi di una cameriera zelante, Carmelina Portalacroce (Ada Mele) che cerca di correggerne gli strafalcioni. A renderle più complicata l’esistenza, le costanti vessazioni del burbero fratello, Michele (Giulio Granio).

Nel tentativo di nascondere la sua condizione di ragazza madre ai suoi figli Umberto e Sisina (interpretati rispettivamente da Fabrizio Ferola e Roberta Peluso), fa credere loro che il papà è disperso in guerra, ritratto in una foto esposta nel salotto. Peccato che l’uomo non corrisponda a quello effettivo, che, emigrato a Caracas, ha visto la guerra solo… con il cannocchiale.

Mentre le giornate di Emilia sono impegnate a cercare per i figli matrimoni con rampolli di famiglie importanti, la vicenda subisce una svolta improvvisa: l’arrivo contemporaneo dei due mariti, uno falso e uno vero. Il primo è un venditore ambulante di penne, Pasquale Lumini (impersonato da Giuseppe Capolupo), capitato per caso nell’abitazione di Emilia, che, guarda un po’, è proprio il soldato ritratto nel portafoto. Il secondo, Augusto Fioravanti (Cosimo Altomonte) è l’ex compagno della donna, tornato dall’Argentina per riabbracciare la famiglia: peccato che i due figli non gli credano, circondando invece di mille attenzioni il padre falso, che si guarda bene dall’evidenziare la sua vera identità per approfittare di tanto benessere.

Questa nuova situazione familiare darà origine a colpi di scena a ritmo vertiginoso, equivoci e sorprese, ma anche a spunti di riflessione. Il tutto condito con grande comicità, lasciando a ogni personaggio lo spazio di una macchietta particolare, nello stile solito de “La Rotaia”. Alla fine, ogni situazione torna al suo posto e tutti… vissero felici e contenti. Anche il marito falso.

Completano il folto cast degli interpreti: Ciccio Peluso (Vincenzo Cantalamessa, ispettore di P.S., fidanzato di Carolina), Gianfranco Carriglio (Sabatino Fasulo, nobile spiantato); Damiana Labile (Vittoria, moglie di Sabatino); Maria Briganti (Claretta, figlia di Sabatino); Francesco Viesti (Filippo Primo, fidanzato di Sisina); Franco Cervino (Vituccio Valente, amico di famiglia) e Dora De Giorgio (Matalena, moglie di Vituccio).

Il secondo appuntamento con il Festival "Premio Città di Taranto" è in programma venerdì 10 aprile con la Compagnia “I viandanti sognatori” e la commedia “L'Oro di Taranto" di Nicola Causi. Sipario alle ore 21. Biglietti, 12,50 euro per platea e galleria (ridotti Fita, Uilt, Over 70, bambini fino a 10 anni, 10 euro) e di 8 euro per le logge. Info, 3427103959.

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