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Trani

L’Angolo della Memoria per le vittime della criminalità, il plauso dei docenti

Uno spazio permanente all'interno della Procura di Trani dedicato alle vittime innocenti della criminalità organizzata. Il Coordinamento nazionale docenti dei Diritti Umani: memoria civile come strumento di educazione e coscienza collettiva

Il Tribunale di Trani

Il Tribunale di Trani - archivio

TRANI - Un luogo simbolico dedicato al ricordo delle vittime innocenti della criminalità organizzata è stato inaugurato negli spazi della Procura della Repubblica di Trani, dove è stato allestito l’“Angolo della Memoria”. L’iniziativa è stata accolta con favore dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che ha sottolineato il valore civile e formativo del progetto.

Secondo il Coordinamento, non si tratta soltanto di un punto commemorativo ma di uno spazio capace di richiamare costantemente l’attenzione sul tema della legalità e della responsabilità collettiva, un luogo che invita cittadini e istituzioni a non dimenticare il sacrificio di chi ha pagato con la vita la difesa dei principi democratici.

Tra i volti ricordati all’interno dell’area commemorativa figura quello di Gianni Carnicella, sindaco di Molfetta ucciso il 7 luglio 1992 dopo aver difeso con fermezza la legalità. Il suo rifiuto di concedere un’autorizzazione collegata a interessi criminali viene indicato come un gesto di forte integrità istituzionale, una decisione che non fu soltanto amministrativa ma profondamente morale e che gli costò la vita.

Accanto alla sua immagine sono ricordate anche le storie di Donato Boscia, Gioacchino Bisceglia, Antonio Lorusso e Sergio Cosmai, persone provenienti da percorsi professionali differenti ma accomunate dallo stesso tragico destino e da un comune senso di dignità civile. Le loro vicende, secondo il Coordinamento, testimoniano come la criminalità organizzata colpisca non solo chi combatte direttamente le mafie ma anche chi sceglie di non piegarsi alla logica della sopraffazione.

Il Coordinamento nazionale docenti dei Diritti Umani evidenzia inoltre il valore educativo di iniziative di questo tipo, sottolineando come la memoria non possa ridursi a una semplice commemorazione formale. Per avere un significato reale deve trasformarsi in consapevolezza e in responsabilità civica, diventando parte di un percorso culturale capace di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni.

Durante la cerimonia inaugurale è stato inoltre ricordato che molte famiglie delle vittime attendono ancora verità e giustizia, un aspetto che rende ancora più urgente mantenere viva la memoria. Senza l’accertamento della verità, è stato osservato, non può esistere una memoria piena e condivisa, e senza memoria diventa più difficile consolidare una cultura fondata sul rispetto dei diritti umani.

Per questo il Coordinamento ribadisce la necessità di rafforzare nella scuola italiana percorsi didattici dedicati alla memoria civile, alla legalità e alla tutela dei diritti fondamentali. Le vicende di figure come Gianni Carnicella vengono indicate come esempi capaci di orientare le coscienze anche nel presente.

A sottolinearlo è Romano Pesavento, presidente nazionale del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, secondo cui ricordare le vittime della criminalità organizzata significa assumersi una responsabilità collettiva. I volti esposti nello spazio istituzionale della Procura, conclude il Coordinamento, rappresentano un richiamo costante a non restare indifferenti e a costruire una cultura della legalità fondata sulla memoria viva e sulla difesa dei diritti.

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