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Sanità

“Niente chiusure fino a quando nei cinque grandi ospedali non entra il paziente zero”

Il gruppo regionale di Fratelli d'Italia denuncia una situazione critica nella gestione sanitaria e chiede un confronto pubblico in aula sul deficit da 369 milioni e sul futuro degli ospedali

Il gruppo regionale 2026 di Fratelli d'Italia

Il gruppo regionale di Fratelli d'Italia

BARI - Un attacco politico frontale alla gestione della sanità regionale e alla situazione dei conti pubblici. Il gruppo regionale di Fratelli d’Italia, guidato dal capogruppo Paolo Pagliaro insieme alla vicepresidente Tonia Spina e ai consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri, interviene con una dura dichiarazione sulla situazione amministrativa lasciata dalla precedente guida della Regione.

Secondo gli esponenti del partito, l’attuale fase politica sarebbe segnata da una pesante eredità amministrativa e politica, che riguarderebbe in particolare settori strategici come sanità e politiche di sostegno alle imprese.

Nella nota il gruppo regionale sostiene che negli ultimi anni, e in particolare nel 2025, l’attività istituzionale sarebbe stata fortemente influenzata dal clima elettorale. In questo contesto, affermano i consiglieri, alcune misure di sostegno alle imprese, come i bandi MIA e MINIPIA, sarebbero state gestite con un ampliamento delle risorse fino a superare la disponibilità finanziaria prevista.

Fratelli d’Italia punta inoltre l’attenzione sulla questione della rete ospedaliera regionale, sostenendo che durante la campagna elettorale sarebbero state fatte promesse sul mantenimento e sul potenziamento di diverse strutture sanitarie. Promesse che, secondo il gruppo, avrebbero riguardato 18 Comuni pugliesi, tra cui Corato, Putignano, Monopoli, Triggiano, Bisceglie, Barletta, Andria, Lucera, Cerignola, San Severo, Casarano, Galatina, Copertino, Santissima Annunziata, Grottaglie, Moscati, Mesagne e San Pietro Vernotico, oltre ai territori limitrofi che fanno riferimento a quegli ospedali.

Per chiarire il quadro della situazione, i consiglieri regionali chiedono la convocazione di un Consiglio regionale monotematico, con l’obiettivo di discutere nel dettaglio le strategie della Regione e individuare soluzioni al disavanzo sanitario stimato in 369 milioni di euro.

Nel documento il gruppo di Fratelli d’Italia ribadisce inoltre la propria posizione sul futuro della rete ospedaliera pugliese. Secondo il partito nessun altro ospedale dovrebbe essere chiuso e tutte le strutture dovrebbero essere rafforzate, garantendo servizi sanitari uniformi in tutto il territorio regionale.

La posizione è legata anche allo stato di avanzamento dei nuovi ospedali previsti dalla programmazione regionale. Tra questi viene citato il polo Monopoli Fasano, indicato come l’unico completato e inaugurato circa 8 mesi fa. Diversa la situazione di altre strutture, come il San Cataldo di Taranto, che secondo il gruppo di opposizione sarebbe ancora un cantiere nonostante più annunci di inaugurazione.

Sempre secondo Fratelli d’Italia, altri progetti ospedalieri sarebbero ancora in fase preliminare. I nuovi ospedali di Andria e del Nord Barese non avrebbero ancora il bando di gara, mentre quello previsto tra Maglie e Melpignano non risulterebbe neppure formalmente avviato.

Il gruppo ricorda che il progetto della nuova rete ospedaliera pugliese risale al 2012, mentre il piano che prevedeva la realizzazione di 5 grandi ospedali è stato presentato e approvato dalla Giunta regionale nel maggio 2013.

Nel frattempo, sottolinea la nota, diverse strutture ospedaliere sono state riconvertite in presidi territoriali. Tra queste vengono citati gli ospedali di Terlizzi, Triggiano, Rutigliano, Trani, Canosa di Puglia, Minervino Murge, Spinazzola, Monte Sant’Angelo, Fasano, Mesagne e Grottaglie, trasformati a partire dal 2016 in strutture con funzioni ridotte rispetto al passato.

Secondo Fratelli d’Italia, la riconversione sarebbe stata giustificata con la prospettiva della realizzazione dei nuovi grandi ospedali, ma il ritardo nella costruzione di queste strutture avrebbe lasciato diversi territori senza servizi sanitari adeguati.

Per questo motivo il gruppo regionale chiede di non procedere a ulteriori trasformazioni o riduzioni dei presidi ospedalieri finché i nuovi poli sanitari non saranno pienamente operativi e non accoglieranno i primi pazienti.

La richiesta finale rivolta alla maggioranza è quella di affrontare la questione apertamente in aula. Secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia è necessario un confronto pubblico sulla riorganizzazione del sistema sanitario regionale, con l’obiettivo di chiarire responsabilità e prospettive per il futuro della sanità pugliese.

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