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Taranto
14 Marzo 2026 - 07:52
Sommergibile in emersione - Foto Marco Amatimaggio
TARANTO - Una riforma dello strumento militare che non tiene conto delle reali esigenze del personale in uniforme. È la posizione espressa dal Siulm Interforze, il Sindacato Unitario dei Lavoratori Militari che riunisce Siulm Marina e Siulm Aeronautica, in merito al disegno di legge sulla revisione del sistema difesa approvato dalla Commissione Difesa.
Il sindacato denuncia una forte distanza tra la riforma discussa a Roma e la realtà quotidiana dei militari italiani impegnati nei diversi scenari operativi. Secondo il Siulm, mentre i soldati italiani operano in contesti di tensione internazionale e in aree ad alto rischio, il provvedimento legislativo non riconoscerebbe adeguatamente il ruolo e il sacrificio del personale delle Forze Armate.
Nel comunicato viene ricordato che militari italiani sono attualmente impegnati nelle basi in Kuwait e in Iraq, dove operano in condizioni di sicurezza particolarmente delicate, con la necessità di rifugiarsi nei bunker a causa delle minacce rappresentate da missili iraniani. Allo stesso tempo, prosegue la denuncia del sindacato, gli equipaggi delle unità militari impegnate nel Mediterraneo, nel Mar Rosso e nel Mar Arabico continuano a svolgere attività di sorveglianza per intercettare eventuali missili e droni.
In questo contesto operativo complesso, il Siulm Interforze ritiene che il disegno di legge approvato dalla Commissione Difesa non rappresenti una vera riforma strutturale del sistema militare, ma piuttosto un intervento che si limita a una riorganizzazione prevalentemente formale dell’apparato.
Il sindacato auspica quindi che nel prosieguo dell’iter parlamentare il legislatore possa rivedere l’impostazione del provvedimento. L’invito rivolto al Parlamento è quello di ascoltare anche le organizzazioni sindacali militari, ponendo finalmente il personale al centro del processo di modernizzazione e rafforzamento delle Forze Armate.
Tra le criticità evidenziate nel documento c’è innanzitutto il problema della carenza di organico, che continua a pesare sui reparti operativi. Una situazione aggravata, secondo il Siulm, dalla progressiva perdita di attrattività del servizio militare tra le nuove generazioni.
Un altro elemento segnalato riguarda il crescente divario tra il livello di impegno operativo richiesto ai militari e il riconoscimento economico e professionale ricevuto, soprattutto per il personale impegnato in attività altamente specializzate.
Secondo il sindacato, chi indossa ogni giorno la divisa conosce bene la complessità del sistema militare. Le Forze Armate non possono essere considerate un semplice modello organizzativo da modificare sulla carta, ma rappresentano una struttura articolata che si fonda sulle competenze professionali, sulla dedizione e sul sacrificio di migliaia di donne e uomini.
Un sistema che, sottolinea il Siulm Interforze, garantisce quotidianamente la sicurezza del Paese e che spesso opera in condizioni di forte pressione operativa e in contesti internazionali complessi.
Per questo motivo il sindacato ribadisce che una riforma che non metta al centro il personale rischia di avere effetti limitati, senza riuscire a rispondere alle sfide strategiche che attendono l’Italia nei prossimi anni.
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