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Il riflusso, il teatro che interroga la coscienza: il monologo di Teodora Mastrototaro

Al Cielo di Carta Teatro si chiude la rassegna Distopie Future 2 con uno spettacolo costruito sulle testimonianze dei lavoratori dei mattatoi. Una narrazione intensa che intreccia teatro civile, poesia e riflessione sul rapporto tra uomo, animali e industria alimentari

Il riflusso, il teatro che interroga la coscienza

Il riflusso, il teatro che interroga la coscienza

TRANI – Una voce che emerge dal rumore delle catene di montaggio, dalle grida degli animali e dalle parole di chi ogni giorno lavora nei mattatoi. Il teatro diventa spazio di confronto e di interrogazione morale con “Il riflusso (dalle reali testimonianze dei lavoratori dei mattatoi)”, il monologo scritto e interpretato dalla poetessa e attivista antispecista Teodora Mastrototaro, in programma il 14 marzo alle ore 21 al Cielo di Carta Teatro.

Lo spettacolo segna l’ultimo appuntamento della rassegna Distopie Future 2, ciclo di eventi che utilizza il linguaggio della scena per affrontare temi sociali e culturali spesso controversi. Proprio per la forza delle questioni sollevate, gli organizzatori non nascondono che l’incontro potrebbe dividere il pubblico, ma invitano esplicitamente anche chi non condivide le posizioni espresse a partecipare. Il teatro, spiegano, non deve soltanto confermare le convinzioni di chi guarda, ma provocare riflessioni e mettere in discussione certezze consolidate.

Al centro del monologo ci sono le testimonianze reali di lavoratori ed ex lavoratori dei mattatoi pubblici, raccolte in diversi contesti europei. Tra le voci che hanno contribuito alla costruzione del testo c’è quella di Mauricio García Pereira, un tempo dipendente del più grande mattatoio pubblico della Francia, situato a Limoges, oggi impegnato come attivista per i diritti degli animali.

La scena prende avvio dal racconto di Maria, una lavoratrice sulla cinquantina che presta servizio in un mattatoio pugliese. All’inizio del suo racconto, Maria descrive l’ambiente di lavoro come uno spazio quasi familiare, un luogo fatto di complicità tra colleghi, di affetto e di momenti di goliardia che compensano vuoti personali vissuti nella vita privata. Ma man mano che il racconto procede, le parole rivelano il volto più duro della routine quotidiana nei macelli.

La giornata di lavoro appare identica a se stessa, ripetuta senza variazioni per tutto l’anno, con l’unica eccezione dei giorni dei santi, quando il mattatoio rimane chiuso. Le risate tra colleghi e i canti che accompagnano le ore di lavoro diventano una sorta di barriera emotiva contro il rumore continuo dei macchinari e le grida degli animali destinati alla macellazione. Suoni e odori restano però impressi nella mente e nel corpo, come racconta la protagonista, costretta a convivere con il senso di nausea che definisce “riflusso”, parola che lei stessa pronuncia come “riflusso”.

Il testo teatrale nasce da una ricerca approfondita e dalla raccolta di testimonianze dirette. Il monologo è stato pubblicato nel 2022 sulla rivista di critica antispecista Liberazioni, nel numero 51, e da allora è diventato una delle opere più significative della produzione teatrale di Mastrototaro.

Nel corso dello spettacolo la riflessione si amplia fino a toccare dimensioni globali. Vengono citati dati che mostrano l’ampiezza del fenomeno della macellazione industriale. Ogni anno nel mondo vengono uccisi oltre 83 miliardi di animali terrestri, una cifra che supera di oltre 10 volte la popolazione mondiale. Numeri che, secondo l’autrice, raccontano un sistema produttivo ormai strutturato su scala industriale.

La narrazione evidenzia anche le condizioni degli allevamenti intensivi, dove gli animali vivono in spazi sovraffollati e la produzione avviene a ritmi sempre più serrati. A questo si aggiungono trasporti di animali vivi che possono durare ore o giorni e catene di macellazione che impongono tempi di lavoro capaci di segnare profondamente anche chi vi opera. Il monologo insiste su un punto centrale. La disumanizzazione non riguarda soltanto gli animali ma coinvolge anche gli esseri umani che lavorano all’interno di questi sistemi produttivi.

L’autrice invita a riflettere sul fatto che ciò che spesso viene difeso come tradizione non sempre corrisponde a una realtà culturale immutabile. L’industria alimentare contemporanea, suggerisce il testo, non coincide con la memoria contadina o con l’identità agricola del territorio, ma rappresenta un modello economico globale che incide sull’ambiente e sul cambiamento climatico.

In questo contesto la riduzione del consumo di prodotti di origine animale viene presentata non soltanto come una scelta etica, ma come una questione legata alla sostenibilità ecologica e all’evoluzione della società.

Teodora Mastrototaro, protagonista della serata, è poetessa, drammaturga e attivista per i diritti degli animali. Il suo lavoro si colloca all’interno del pensiero antispecista e utilizza la letteratura e il teatro come strumenti di denuncia e riflessione. Tra le sue pubblicazioni più recenti figura “Le mucche se non le mungi esplodono (di gioia) (crudeltà sugli animali, un inventario)”, volume di poesia pubblicato nel 2025 da Marco Saya Editore.

Un’altra sua opera poetica, “Il piano finale”, affronta il tema degli allevamenti intensivi di maiali in Cina e del cosiddetto grattacielo dell’allevamento industriale. Il testo è stato pubblicato sulla rivista Liberazioni nel numero 57.

Dal aprile 2024 Mastrototaro porta in scena proprio “Il Riflusso”, monologo teatrale costruito sulle testimonianze dei lavoratori dei mattatoi. Tra le sue ultime performance figura anche “Per il nostro bene”, lavoro dedicato alla sperimentazione su animali vivi realizzato insieme al ballerino Stefano Di Martino.

Con l’appuntamento del 14 marzo, la rassegna Distopie Future 2 si chiude dunque con uno spettacolo che mescola teatro civile, testimonianza diretta e poesia, offrendo al pubblico un’occasione di confronto su un tema che tocca etica, ambiente e società contemporanea.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 3479395652

Il Cielo di Carta teatro - spazio performativo
via Superga 84/86 Trani

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