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Taranto

Bonifiche e rigenerazione, nasce il comitato per guidare gli interventi

Avviato il confronto istituzionale previsto dal protocollo tra Comune e Commissario straordinario. Sul tavolo progetti finanziati da Cis e Just Transition Fund, dalla riqualificazione urbana alla tutela del Mar Piccolo

Bonifiche e rigenerazione, nasce il comitato per guidare gli interventi a Taranto

Bonifiche e rigenerazione, nasce il comitato per guidare gli interventi a Taranto

TARANTO – Si apre una nuova fase nel percorso di trasformazione ambientale e urbana del territorio ionico. Si è ufficialmente insediato il Comitato di indirizzo e coordinamento previsto dal Protocollo d’intesa tra il Comune di Taranto e il Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area. L’organismo nasce per garantire un coordinamento stabile tra le istituzioni coinvolte nella gestione dei programmi di recupero e sviluppo della città.

Il tavolo istituzionale dà attuazione all’accordo sottoscritto il 24 febbraio 2024 e presentato pubblicamente due giorni dopo, il 26 febbraio, che ha sancito l’avvio di una collaborazione strutturata tra amministrazione comunale e struttura commissariale. L’obiettivo è quello di mettere a sistema i numerosi interventi in corso e quelli programmati, assicurando una regia condivisa delle politiche di bonifica, rigenerazione urbana e valorizzazione ambientale.

Il nuovo organismo avrà la funzione di luogo permanente di confronto tra le istituzioni. Attraverso questo strumento si punta a favorire l’integrazione tra le diverse iniziative, evitando sovrapposizioni e garantendo una visione strategica comune per il futuro della città. Durante la prima riunione è emersa una convergenza di intenti tra i soggetti coinvolti, con l’impegno a costruire un modello di governance capace di coinvolgere anche la comunità locale.

Nel corso dell’incontro inaugurale sono stati esaminati numerosi progetti già inseriti nei programmi di finanziamento nazionali ed europei. Molti degli interventi discussi rientrano nel CIS, il Contratto Istituzionale di Sviluppo, e nel JTF, il Just Transition Fund, strumenti destinati a sostenere la transizione ambientale e la riconversione dei territori più esposti agli effetti della crisi industriale.

Tra i dossier affrontati dal Comitato figurano diverse opere di riqualificazione urbana e sociale. In particolare sono stati richiamati gli interventi programmati sul campo sportivo “Atleti d’Italia”, insieme alle operazioni di bonifica delle aree non pavimentate del cimitero San Brunone. Nel quadro delle azioni di risanamento ambientale sono stati inoltre esaminati i progetti per la rimozione dei materiali antropici dai fondali del primo seno del Mar Piccolo e quelli riguardanti la bonifica dell’area di Praia a Mare.

Al centro della discussione anche le attività di caratterizzazione ambientale di alcune zone considerate strategiche per il recupero del territorio. Tra queste rientrano le cosiddette “Collinette” e l’area Toscano, per le quali sono previsti specifici piani di analisi e intervento, insieme ad altre progettualità che interessano il sistema costiero e urbano della città.

Uno dei temi che ha suscitato particolare interesse nel confronto tra i partecipanti riguarda il progetto denominato Sea Hub, iniziativa che mira a ridefinire il rapporto tra la città e il mare. Data la complessità funzionale del progetto, il Comitato ha ritenuto necessario prevedere ulteriori approfondimenti attraverso un percorso di confronto articolato. L’intenzione è quella di coinvolgere cittadini, operatori economici e portatori di interesse nella definizione degli indirizzi di sviluppo e ambientalizzazione della fascia costiera.

Nel corso della riunione è stata inoltre posta attenzione ad alcune problematiche segnalate dalla cittadinanza. Tra le questioni emerse figurano la sicurezza degli accessi e il potenziamento delle aree di parcheggio nella zona della Palude La Vela, oltre alla necessità di affrontare la problematica tecnica legata al taglio dei pali semisommersi utilizzati nella mitilicoltura.

Per rendere più efficaci le attività operative, le parti hanno concordato di valutare l’attivazione di tavoli tecnici e gruppi di lavoro specializzati, organizzati in base alle diverse tipologie di intervento. L’obiettivo è garantire a ogni progetto un percorso procedurale chiaro e coordinato, capace di accelerare l’attuazione delle opere previste.

Un altro elemento condiviso nel corso della sessione inaugurale riguarda il rafforzamento degli strumenti di partecipazione pubblica nei processi di trasformazione del territorio. Le istituzioni coinvolte hanno espresso la volontà di favorire un coinvolgimento diretto della comunità locale e degli stakeholder, riconoscendo il valore del contributo che può arrivare da cittadini, associazioni e realtà sociali.

In questa prospettiva si inserisce l’adesione al percorso denominato “Nuovi approcci partecipativi per la tutela e valorizzazione del Mar Piccolo di Taranto”, promosso dal Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e sostenuto nell’ambito dell’iniziativa regionale #PugliaPartecipa. L’iniziativa si pone in continuità con la Carta del Mar Piccolo elaborata nel 2024 e rappresenta uno dei passaggi fondamentali nel processo di confronto con il territorio.

Il percorso prenderà ufficialmente il via lunedì 16 marzo alle 15.30 presso il Dipartimento Jonico dell’Università, nella sede di via Duomo 259 a Taranto. L’attività sarà coordinata scientificamente dalla professoressa Maria Casola e prevede una serie di laboratori partecipativi aperti alla cittadinanza.

Gli incontri saranno rivolti a cittadini, associazioni, istituzioni e portatori di interesse e avranno l’obiettivo di accompagnare i processi di sviluppo e valorizzazione del Mar Piccolo attraverso strumenti di dialogo e confronto pubblico. Il coinvolgimento diretto della comunità rappresenta uno degli elementi chiave del percorso avviato.

Secondo quanto emerso durante la riunione del Comitato, l’adesione delle istituzioni a questo processo partecipativo rappresenta un segnale concreto di apertura verso modelli di governance inclusiva, nei quali competenze tecniche, conoscenze scientifiche e contributi provenienti dal territorio possano convergere nella definizione delle politiche di sviluppo.

L’avvio del Comitato di indirizzo e coordinamento segna dunque l’inizio di una nuova fase nel percorso di bonifica e rigenerazione dell’area di Taranto, con l’obiettivo di costruire un sistema di interventi coordinati capace di coniugare tutela ambientale, riqualificazione urbana e partecipazione della comunità.

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