BARI - La Regione Puglia impone una brusca frenata alla crescita delle società Sanitaservice, le strutture in house che operano a supporto delle aziende sanitarie locali. Dopo anni segnati da un aumento costante dei costi di gestione e del personale, arriva lo stop immediato a nuove assunzioni, consulenze e collaborazioni, con l’obiettivo di contenere la spesa sanitaria e riportare sotto controllo i conti.
Le Sanitaservice sono 6 in tutta la regione, una per ciascuna provincia, e oggi contano complessivamente circa 12 mila dipendenti, con un costo annuo stimato in 250 milioni di euro a carico delle casse pubbliche. Queste società erano state istituite con lo scopo di stabilizzare lavoratori impiegati in precedenza da imprese esterne, ma negli anni – secondo quanto emerge dal provvedimento regionale – hanno registrato un’espansione significativa del personale e delle spese, tra nuove assunzioni, progressioni di carriera e incarichi di consulenza.
Per interrompere questa dinamica è stata emanata una direttiva firmata dal capo di gabinetto del presidente della Regione Antonio Decaro, l’avvocato Davide Pellegrino, che impone il blocco immediato di ogni nuova procedura di reclutamento. Il provvedimento prevede la sospensione di assunzioni di qualsiasi tipologia, consulenze e collaborazioni, oltre al divieto di ricorrere al lavoro interinale. Viene inoltre stoppato l’avvio di nuovi appalti o esternalizzazioni di servizi.
Il provvedimento non riguarda soltanto le nuove procedure. Sono state congelate anche quelle già avviate ma non ancora concluse, con l’obiettivo di evitare ulteriori incrementi della spesa nelle società controllate dalle aziende sanitarie.
La direttiva dovrà ora essere trasmessa dal Dipartimento Salute alle Asl pugliesi, che a loro volta saranno chiamate ad applicarla alle rispettive Sanitaservice. Il documento stabilisce inoltre che eventuali violazioni saranno considerate inadempienze gravi da parte dei vertici delle aziende sanitarie, con possibili conseguenze sui responsabili della gestione.
Il giro di vite arriva dopo che nel corso del 2025 le assunzioni effettuate dalle Sanitaservice avrebbero contribuito ad aggravare i conti delle Asl per una cifra stimata tra 20 e 40 milioni di euro. Questo aumento della spesa si sarebbe verificato nonostante una delibera della giunta regionale che già dal 2024 aveva introdotto misure di contenimento e di maggiore controllo sulla gestione delle società in house.
Con la nuova direttiva viene stabilito che tutte le procedure assunzionali, sia dirette sia attraverso contratti interinali, dovranno essere sospese. Lo stesso vale per consulenze ed esternalizzazioni di servizi, che potranno essere autorizzate soltanto con un via libera esplicito della Regione.
Il provvedimento si inserisce in un contesto finanziario particolarmente delicato per il sistema sanitario regionale. La decisione è stata annunciata – come indicato nella direttiva – in attesa dell’adozione di nuove misure regionali destinate a rafforzare i meccanismi di governo, controllo e contenimento della spesa del Servizio sanitario regionale.
L’urgenza di questi interventi è legata anche alla situazione dei conti della sanità pugliese. Il sistema sanitario regionale registra infatti un disavanzo pari a 369 milioni di euro, una condizione che costringerà la Regione ad aumentare l’addizionale Irpef e a presentare ai ministeri competenti un Piano operativo triennale con l’obiettivo di riportare in equilibrio la gestione delle aziende sanitarie locali.
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