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Bari
13 Marzo 2026 - 07:38
Francesco Paolicelli in commissione consiliare
BARI - Il pagamento del tributo 630, legato ai servizi degli ex Consorzi di bonifica e oggi del Consorzio unico di bonifica, è stato al centro di una seduta della IV Commissione del Consiglio regionale della Puglia, presieduta da Antonio Tutolo. L’incontro è stato interamente dedicato all’esame della situazione che riguarda numerosi agricoltori pugliesi e alle possibili soluzioni per affrontare il tema delle richieste di pagamento relative agli anni passati.
A chiedere l’audizione è stato il consigliere regionale della Lega Antonio Paolo Scalera, insieme al Tavolo Verde, rappresentato da Paolo Rubino e Cosimo Antonicelli. Nel corso della seduta sono stati ascoltati anche i rappresentanti delle principali associazioni di categoria del comparto agricolo, Coldiretti e Confagricoltura, che hanno portato all’attenzione della Commissione le difficoltà segnalate dagli operatori del settore.
Secondo Scalera e gli esponenti del mondo agricolo, la priorità è rappresentata dalla cancellazione dei tributi pregressi. Il consigliere ha evidenziato come molti agricoltori continuino a ricevere richieste di pagamento accompagnate da solleciti e da provvedimenti esecutivi. “Continuano ad arrivare richieste di pagamento incalzanti con minacce di fermi dei veicoli ed esecuzioni”, ha spiegato, ricordando che su queste cartelle risultano ancora pendenti numerosi ricorsi davanti alle Corti tributarie e che in diversi casi i giudici hanno già riconosciuto le ragioni dei contribuenti.
Scalera ha chiarito che l’obiettivo dell’audizione non era quello di affrontare la questione sotto il profilo tecnico, ma di aprire un confronto politico sulle intenzioni della Regione. Il consigliere ha sottolineato come gli agricoltori stiano affrontando una fase particolarmente difficile, segnata dalla pressione fiscale, dalla scarsità di acqua e dall’aumento dei costi di produzione.
Una posizione netta è stata espressa anche dal Tavolo Verde, che ha indicato come soluzione l’azzeramento delle posizioni debitorie maturate fino all’insediamento del nuovo Consorzio unico. I rappresentanti del mondo agricolo hanno inoltre proposto una verifica amministrativa sulle attività svolte negli anni passati, con l’obiettivo di stabilire se e in quale misura i servizi di bonifica siano stati effettivamente erogati, chiedendo che il pagamento sia eventualmente richiesto solo a chi abbia realmente beneficiato delle prestazioni.
Le associazioni di categoria hanno invece posto l’accento sulla necessità di sospendere le richieste di pagamento, evidenziando allo stesso tempo che i servizi di bonifica non riguardano esclusivamente il settore agricolo. Secondo Coldiretti e Confagricoltura, le attività di manutenzione del territorio e di gestione idraulica producono benefici per l’intero territorio regionale, motivo per cui il peso del tributo non dovrebbe gravare soltanto sugli agricoltori.
Nel corso della seduta è intervenuto anche l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, che ha ripercorso l’evoluzione della vicenda legata ai Consorzi di bonifica e al tributo. L’assessore ha ricordato come le difficoltà attuali affondino le proprie radici nel 2003, quando fu decisa la prima sospensione delle cartelle che determinò il blocco delle attività dei consorzi.
Paolicelli ha dichiarato di voler affrontare la questione in modo definitivo, assumendosi la responsabilità di individuare una soluzione, ripartendo dal lavoro avviato dal suo predecessore Donato Pentassuglia. L’assessore ha però spiegato che una semplice sospensione del tributo non sarebbe sufficiente a risolvere il problema, perché non eliminerebbe le criticità strutturali che hanno generato il contenzioso.
L’obiettivo della Regione è quindi quello di arrivare a un intervento normativo capace di cancellare 10 anni di arretrati, in linea con le discussioni avviate anche a livello nazionale. Questa misura, ha spiegato Paolicelli, potrebbe essere inserita nel Piano olivicolo nazionale attualmente in fase di elaborazione.
L’assessore ha inoltre illustrato le attività già svolte negli ultimi anni per riorganizzare il sistema della bonifica. In particolare ha ricordato il lavoro portato avanti sul piano di bonifica, avviato nel 2021 e concluso nel 2025, e sui piani di classifica, strumenti necessari per garantire maggiore equità tra i contribuenti e definire con precisione chi debba pagare il tributo e per quali servizi.
Secondo Paolicelli, si tratta di procedure complesse che richiedono tempi tecnici non brevi, ma indispensabili per rendere il sistema più equo e trasparente. Parallelamente la Regione sta lavorando anche al risanamento economico del Consorzio unico, un percorso già avviato che dovrebbe rafforzare la sostenibilità finanziaria dell’ente.
Tra le iniziative annunciate dall’assessore figura anche la predisposizione di un piano delle performance, destinato a collegare l’utilizzo delle risorse pubbliche ai risultati effettivamente raggiunti nelle attività di bonifica e manutenzione del territorio.
Durante la seduta Paolicelli ha inoltre consegnato ai commissari un report sulle attività svolte dal Consorzio nel periodo 2025 2026, evidenziando quello che ha definito un cambiamento significativo nella gestione dell’ente.
In conclusione l’assessore ha ribadito l’impegno della Regione nel cercare una soluzione condivisa con il mondo agricolo e con le istituzioni nazionali. L’obiettivo, ha spiegato, è garantire certezza normativa, equità fiscale e servizi efficienti, tenendo conto però delle risorse disponibili e delle procedure giuridiche necessarie.
Per questo motivo la Regione intende portare la questione del tributo 630 anche all’interno del confronto sul Piano olivicolo nazionale, chiedendo la collaborazione di tutti i livelli istituzionali per arrivare a una soluzione definitiva che possa chiudere una vicenda aperta da oltre 20 anni.
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