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Taranto
12 Marzo 2026 - 11:43
Mirko Di Bello e Lucilla Piccione
TARANTO - Il Documento Unico di Programmazione 2026-2028 del Comune di Taranto finisce al centro delle critiche del Partito Repubblicano Italiano, che attraverso la segreteria cittadina guidata da Lucilla Piccione esprime una valutazione fortemente negativa sulla linea politica dell’amministrazione comunale.
Secondo il PRI, l’analisi del documento programmatico evidenzierebbe una struttura amministrativa formalmente corretta ma priva di una reale visione strategica per il futuro della città. Nonostante l’estensione del testo, che supera le 270 pagine, il partito sostiene che il DUP si limiterebbe a elencare obiettivi e intenzioni senza indicare con chiarezza strumenti concreti e tempi certi per la loro realizzazione.
Tra i punti più critici evidenziati dal documento stesso, i repubblicani segnalano il calo demografico che continua a interessare Taranto. I dati riportati indicano infatti una diminuzione della popolazione residente, passata da 188.000 abitanti nel 2022 a 185.000 nel 2024.
Secondo il PRI questo trend sarebbe il segnale di un fenomeno più profondo legato alla progressiva perdita di giovani e competenze, che lasciano la città in cerca di opportunità altrove. Il partito sottolinea come nel DUP il tema dello spopolamento venga citato ma non accompagnato da una strategia concreta per contrastarlo, in particolare sul piano delle politiche abitative e degli incentivi destinati alle nuove generazioni.
Un altro capitolo della critica riguarda il sistema di gestione dei rifiuti urbani. Nel mirino del PRI finiscono in particolare i progetti relativi ai cassonetti cosiddetti intelligenti e al trasporto pneumatico dei rifiuti, interventi che secondo la nota avrebbero comportato una spesa pubblica complessiva superiore a 10 milioni di euro.
Secondo il partito, il risultato di queste iniziative sarebbe sotto gli occhi dei cittadini. Nel comunicato si parla infatti di cassonetti inutilizzati, situazioni di degrado urbano e proteste diffuse tra la popolazione.
La segreteria repubblicana sottolinea inoltre come nel Documento Unico di Programmazione non venga chiarito quale sarà il futuro piano industriale della società Kyma Ambiente, né vengano individuate eventuali responsabilità per quello che il partito definisce un significativo spreco di risorse pubbliche.
Tra i punti più controversi del dibattito cittadino emerge anche il progetto Bus Rapid Transit BRT, destinato a ridisegnare il sistema del trasporto pubblico urbano.
Il PRI richiama le polemiche legate all’abbattimento di numerose alberature in città, un intervento che molti cittadini hanno interpretato come una vera e propria deforestazione urbana. Solo dopo le proteste, sottolinea il partito, l’amministrazione avrebbe diffuso dati relativi alle future piantumazioni, informazioni che tuttavia restano da verificare.
Sul tema interviene anche Mirko Di Bello, consigliere comunale del Partito Repubblicano Italiano, che evidenzia le perplessità legate sia all’impatto ambientale sia alla compatibilità tecnica del progetto.
Di Bello osserva che l’abbattimento di centinaia di alberi ha suscitato un forte malcontento tra i cittadini e continua a generare interrogativi. Secondo il consigliere, l’obiettivo di una buona amministrazione dovrebbe essere innanzitutto la tutela del patrimonio arboreo esistente, privilegiando il recupero delle alberature mature ogni volta che ciò sia possibile.
A queste criticità si aggiungono dubbi tecnici sulla circolazione dei mezzi previsti dal progetto. I nuovi autobus, lunghi 18 metri, dovrebbero infatti muoversi lungo strade che in diversi punti risultano strette e già congestionate dal traffico urbano.
Nella propria analisi il Partito Repubblicano affronta anche il tema della struttura finanziaria dell’ente. Secondo il PRI, il bilancio comunale continuerebbe a poggiare principalmente su tassazione locale e trasferimenti pubblici provenienti da finanziamenti esterni.
Molti dei progetti di rigenerazione urbana e delle opere più complesse risultano infatti legati a risorse vincolate provenienti da programmi nazionali o europei, come PNRR e CIS. Questa condizione, secondo il partito, renderebbe l’attuazione degli interventi particolarmente esposta ai consueti ritardi burocratici.
Per questo motivo i repubblicani ritengono indispensabile un monitoraggio costante sull’utilizzo dei fondi, accompagnato da maggiore trasparenza e informazione nei confronti dei cittadini.
Allo stesso tempo il PRI evidenzia quella che considera una debolezza strutturale della città, ovvero la difficoltà di generare una nuova economia realmente alternativa alla grande industria.
Nel comunicato viene affrontato anche il tema dei Giochi del Mediterraneo 2026, evento internazionale per il quale sono previsti importanti interventi infrastrutturali.
Il Partito Repubblicano mette in guardia dal rischio che, in assenza di una gestione efficace degli impianti sportivi dopo la manifestazione, la città possa ritrovarsi con strutture destinate a rimanere inutilizzate.
Secondo il PRI, senza una programmazione manageriale del periodo successivo ai Giochi si potrebbe arrivare alla creazione di nuove cattedrali nel deserto, con il rischio di degrado e costi di manutenzione a carico della collettività.
Nel complesso, la segreteria cittadina del PRI sostiene che Taranto abbia bisogno di una guida politica capace di indicare una direzione chiara per lo sviluppo della città.
Secondo il partito la strategia dovrebbe fondarsi su alcuni pilastri fondamentali, tra cui l’economia del mare, la valorizzazione della cultura e la rigenerazione della Città Vecchia, accompagnati da una scelta netta verso il superamento delle produzioni industriali più inquinanti.
A conclusione della nota, la segretaria cittadina Lucilla Piccione afferma che il valore di un programma politico non si misura dalla quantità delle pagine che lo compongono, ma dalla capacità di trasformare le intenzioni in risultati concreti.
La domanda che il PRI pone all’amministrazione comunale resta quindi aperta: capire se l’attuale governo cittadino stia davvero accompagnando Taranto verso una prospettiva di sviluppo oppure se si stia limitando a gestire le criticità del presente senza progettare il futuro.
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