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Taranto
12 Marzo 2026 - 08:48
Taranto, il progetto “I am drug free”
TARANTO - Entra nella fase operativa a Taranto il progetto “I am drug free”, iniziativa dedicata alla prevenzione delle dipendenze e all’integrazione sociale delle persone straniere presenti sul territorio. Il programma è finanziato attraverso i fondi dell’8x1000 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e gode del patrocinio della Asl Taranto.
Il progetto è stato ideato dalla Comunità Emmanuel Taranto, che coordina le attività insieme a diversi partner del territorio. Alla realizzazione collaborano i Centri di Accoglienza Straordinaria dell’associazione Noi e Voi, il Centro Servizi Volontariato della provincia di Taranto Ets, la cooperativa sociale Kairos, Programma Sviluppo e la cooperativa Costruiamo Insieme.
Le nuove iniziative previste dal progetto sono state presentate durante una conferenza stampa ospitata presso il Serd della Asl Taranto. L’incontro è stato aperto da Maria Anna Carelli, responsabile del Centro di prima accoglienza della Comunità Emmanuel, struttura attiva dal 1990 in via Pupino.
Nel suo intervento Carelli ha ringraziato i partner coinvolti nel progetto e ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’assessora ai Servizi sociali Sabrina Lincesso, impegnata nella programmazione dei tavoli dei Piani di Zona anche sui temi del disagio mentale e delle dipendenze. Un ringraziamento è stato rivolto anche all’assessora al Patrimonio Federica Stamerra, che sta lavorando alla individuazione di una nuova sede per la Comunità Emmanuel, in alternativa all’attuale struttura interessata da interventi di risanamento finanziati con il PNRR.
Il progetto “I am drug free” è rivolto alle persone straniere presenti in città, indipendentemente dalla nazionalità e dalla religione. L’obiettivo è duplice. Da un lato favorire una reale integrazione nel contesto sociale, dall’altro prevenire il rischio che queste persone possano entrare in contatto con il fenomeno della droga. Nei casi in cui siano già presenti situazioni di dipendenza, il progetto prevede un percorso di accompagnamento verso i servizi sanitari competenti della Asl Taranto.
Tra le attività previste rientrano anche interventi di strada, realizzati nei luoghi di ritrovo e di sosta frequentati da cittadini stranieri. L’obiettivo è intercettare situazioni di disagio prima che possano trasformarsi in problematiche più gravi, creando occasioni di dialogo e offrendo momenti di incontro che favoriscano il riconoscimento della dignità e dell’umanità delle persone coinvolte.
Sul valore della collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio è intervenuta Vincenza Ariano, direttrice del Dipartimento Dipendenze Patologiche della Asl Taranto, che ha portato anche il saluto del commissario straordinario Vito Gregorio Colacicco. Ariano ha sottolineato l’importanza della cooperazione con organizzazioni come la Comunità Emmanuel e l’associazione Noi e Voi, impegnate nell’attività di prossimità e nell’individuazione delle persone in condizioni di fragilità.
Nell’ambito del progetto il Serd ha promosso anche incontri di formazione rivolti agli operatori coinvolti nelle attività, durante i quali sono stati approfonditi i temi legati alla diffusione delle dipendenze tra i cittadini stranieri e le modalità di accesso ai percorsi di cura.
Dopo una prima fase di avvio, il progetto sta ora sviluppando nuove iniziative laboratoriali finalizzate a rafforzare le relazioni tra i partecipanti e gli operatori dei diversi partner, oltre a promuovere percorsi di formazione utili all’inserimento lavorativo.

Tra le attività avviate vi è un laboratorio dedicato alla legalità, che ha offerto momenti di orientamento giuridico per i cittadini stranieri. Durante gli incontri sono state illustrate le procedure per la richiesta di asilo, insieme ai rischi legati all’uso, all’abuso e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Sono stati inoltre affrontati i temi delle dipendenze comportamentali, comprese quelle legate all’alcol, e i servizi ai quali rivolgersi in caso di necessità.
Un’altra iniziativa è stata il laboratorio emozionale, realizzato attraverso giochi psicologici e momenti di riflessione che hanno permesso ai partecipanti di raccontare le proprie esperienze, le aspettative e le preoccupazioni legate al viaggio e alla permanenza in Italia. L’obiettivo è stato quello di favorire l’espressione delle emozioni e dare significato ai vissuti personali, contribuendo a prevenire forme di disagio che potrebbero sfociare in comportamenti devianti o dipendenze.
Accanto a queste attività sono stati organizzati laboratori di ceramica e di cucina, con una duplice finalità. Da un lato favorire l’integrazione attraverso la condivisione delle tradizioni del territorio, dall’altro orientare i partecipanti verso possibili percorsi formativi e professionali. In particolare nel laboratorio di cucina si è creato uno scambio tra la tradizione gastronomica locale e quella dei Paesi di origine dei partecipanti.
All’incontro è intervenuta anche Sabrina Lincesso, assessora ai Servizi sociali del Comune di Taranto, che ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e terzo settore nel sostegno alle persone in condizioni di fragilità.
Nel corso della mattinata alcuni cittadini stranieri che hanno preso parte al progetto hanno condiviso la propria esperienza, raccontando il rapporto con la città di Taranto e indicando possibili iniziative utili a migliorare le loro condizioni di vita e di integrazione nel territorio.
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