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Il fatto

Xylella, nuove misure obbligatorie in tutta la Puglia contro l’insetto vettore

Provvedimento dell’Osservatorio fitosanitario regionale. Stanziati 5 milioni di euro per sostenere i Comuni nelle operazioni di prevenzione

Gli ulivi colpiti da xylella a Minervino Murge

Gli ulivi colpiti da xylella - archivio

BARI - La Regione Puglia rafforza le azioni di contrasto alla diffusione della Xylella fastidiosa con un nuovo provvedimento dell’Osservatorio fitosanitario regionale, che introduce misure obbligatorie su tutto il territorio regionale per il controllo delle forme giovanili degli insetti vettori del batterio responsabile del disseccamento degli olivi.

Le disposizioni sono state definite nell’ambito della strategia regionale di contenimento del vettore e sono state condivise con ANCI Puglia e con le organizzazioni professionali agricole, sulla base dei dati emersi dalle attività di monitoraggio fitosanitario.

Il provvedimento stabilisce l’obbligo per agricoltori, proprietari e gestori di terreni pubblici e privati, oltre che per Comuni e Province, di adottare specifiche pratiche agronomiche finalizzate a ridurre la presenza dell’insetto vettore e quindi a limitare la diffusione del batterio.

Particolare attenzione viene richiesta anche per la manutenzione dei cigli stradali, delle aree pubbliche e dei terreni abbandonati o incolti, ambienti che rappresentano condizioni favorevoli allo sviluppo dell’insetto responsabile della trasmissione della malattia.

Per sostenere l’applicazione delle misure, la Regione ha messo a disposizione 5 milioni di euro, provenienti in parte dal Piano di rigenerazione olivicola e in parte da fondi del bilancio regionale. Le risorse saranno destinate ai Comuni per le attività di gestione del territorio e permetteranno agli enti locali di coinvolgere agricoltori e proprietari nell’esecuzione delle lavorazioni previste.

Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura e sviluppo rurale Francesco Paolicelli, le lavorazioni agronomiche primaverili rappresentano uno degli strumenti più efficaci per limitare la diffusione del batterio. In questo periodo dell’anno, ha spiegato, l’insetto vettore è particolarmente mobile e può favorire la propagazione della malattia, rendendo indispensabile un intervento tempestivo e coordinato.

L’assessore ha evidenziato che il provvedimento nasce da un confronto con enti locali e rappresentanti del mondo agricolo e rafforza una strategia basata sulla collaborazione tra istituzioni e territorio. Ha inoltre sottolineato che i fondi regionali saranno utilizzati per sostenere un’azione diffusa di prevenzione in tutti i Comuni pugliesi.

A supporto delle attività di controllo sul territorio interverranno anche i Carabinieri Forestali, che avranno il compito di verificare il rispetto delle misure previste.

Le operazioni agronomiche indicate nel provvedimento comprendono lavorazioni superficiali del terreno, tra cui arature, fresature, erpicature e trinciature, interventi che consentono di eliminare la vegetazione spontanea sulla quale le forme giovanili del vettore completano il proprio ciclo biologico.

Nei casi in cui non sia possibile utilizzare mezzi meccanici, ad esempio su scarpate, bordi stradali o rotatorie, potranno essere adottati metodi fisici come il pirodiserbo o l’uso del vapore. Solo qualora questi interventi non risultino praticabili sarà possibile ricorrere a trattamenti diserbanti a basso impatto.

Il provvedimento stabilisce anche le tempistiche delle operazioni. Le lavorazioni dovranno essere effettuate dal 25 marzo al 30 aprile 2026 nei Comuni con altitudine media inferiore a 200 metri sul livello del mare. Nei territori situati oltre i 200 metri di altitudine, invece, gli interventi dovranno essere realizzati dal 10 aprile al 15 maggio 2026.

Le attività riguarderanno non solo i terreni agricoli, ma anche superfici pubbliche e private non coltivate, aree verdi, bordi stradali, canali e superfici demaniali. Gli enti pubblici potranno inoltre affidare l’esecuzione delle operazioni agli agricoltori, favorendo una collaborazione operativa sul territorio.

Restano escluse dall’applicazione delle misure alcune tipologie di aree, tra cui boschi, pinete, aree naturali protette, con l’eccezione degli oliveti, frutteti e vigneti presenti al loro interno, oltre ai giardini privati.

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