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Brindisi

Interrogazione parlamentare sul futuro dello stabilimento Euroapi

Il deputato del Partito Democratico Claudio Stefanazzi chiede al Governo chiarimenti sulle prospettive industriali del sito e sulle procedure di vendita di cui si discute nelle ultime settimane

L'on. Claudio Stefanazzi

L'on. Claudio Stefanazzi

BRINDISI - Il futuro dello stabilimento Euroapi di Brindisi arriva all’attenzione del Parlamento. Il deputato salentino del Partito Democratico Claudio Stefanazzi ha annunciato di aver presentato un’interrogazione al Governo per ottenere chiarimenti sulle prospettive industriali dell’impianto e sulle possibili operazioni di cessione che, secondo quanto riferito, sarebbero al centro delle discussioni di queste settimane.

Secondo Stefanazzi, la situazione genera preoccupazione per il territorio e per il settore produttivo coinvolto. Il parlamentare ha sottolineato come lo stabilimento rappresenti un presidio industriale significativo sia per l’area brindisina sia per l’intero comparto farmaceutico, evidenziando la necessità di comprendere con precisione quale possa essere il percorso industriale previsto per il sito.

L’interrogazione è stata presentata con l’obiettivo di fare piena luce su eventuali procedure di vendita e sulle strategie che dovrebbero accompagnare un eventuale passaggio societario. Stefanazzi ha ribadito che in questa fase risulta fondamentale conoscere quale piano industriale sia previsto per il futuro dello stabilimento, così da evitare che operazioni di riorganizzazione possano tradursi in nuove difficoltà sul piano occupazionale.

Il deputato ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di monitorare attentamente la vicenda. Secondo Stefanazzi, il Governo è chiamato a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, intervenendo con tutti gli strumenti disponibili per garantire la tutela dei lavoratori coinvolti e la continuità delle attività produttive.

Nel suo intervento il parlamentare ha infine evidenziato come il Mezzogiorno non possa permettersi ulteriori processi di dismissione industriale, ricordando le conseguenze economiche e sociali che eventuali ridimensionamenti produttivi potrebbero generare sul territorio.

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