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Taranto
11 Marzo 2026 - 10:41
Autotrasporto jonico in allarme per il caro gasolio
TARANTO - La nuova impennata dei prezzi dei carburanti accende l’allarme nel settore dell’autotrasporto, comparto considerato essenziale per il funzionamento dell’economia e per la continuità delle catene logistiche. A lanciare la preoccupazione è Casartigiani, che denuncia gli effetti sempre più pesanti dei rincari sui bilanci delle imprese del trasporto merci.
L’associazione, attraverso SNA Casartigiani, il sindacato nazionale dell’autotrasporto, fa parte del coordinamento UNATRAS, che nelle ultime ore ha segnalato pubblicamente la situazione critica determinata dall’andamento dei prezzi dei carburanti e dalle possibili dinamiche speculative che stanno incidendo sui costi delle aziende.
Secondo Stefano Castronuovo, coordinatore regionale di Casartigiani Puglia, il settore dell’autotrasporto rappresenta una componente fondamentale dell’economia reale. “L’autotrasporto è un servizio essenziale per il funzionamento del sistema economico”, afferma Castronuovo. “Se il trasporto su strada si ferma, si bloccano anche l’industria, la distribuzione e l’approvvigionamento dei territori. Tuttavia le imprese continuano a subire aumenti dei costi che non riescono a trasferire lungo la filiera logistica”.
In Puglia la situazione assume un peso ancora maggiore per la struttura stessa del sistema logistico regionale. Il settore è infatti caratterizzato dalla presenza diffusa di piccole e medie imprese di autotrasporto, spesso a conduzione familiare, che rappresentano l’anello più fragile della catena produttiva.
Il carburante costituisce una delle voci di spesa più rilevanti e l’aumento dei prezzi incide direttamente sulla sostenibilità economica delle attività. A raccontare le difficoltà quotidiane è Andrea Quaranta, autotrasportatore, che descrive un quadro sempre più complesso. “La situazione sta diventando sempre più grave per il settore dei trasporti”, spiega. “I nostri margini sono già molto ridotti e il caro carburanti rischia di azzerarli completamente, se non addirittura di costringerci a lavorare in perdita. Il comparto era già in difficoltà prima di questi aumenti e anche i trasporti locali continuano a generare costi che pesano sulle aziende”.
Secondo Quaranta il problema non riguarda soltanto le imprese di trasporto ma coinvolge l’intera filiera economica. “Con la giustificazione degli aumenti dei costi la grande distribuzione ha già ritoccato i prezzi dei prodotti”, osserva. “Se non si interviene rischiamo di entrare in un meccanismo in cui il sistema si alimenta da solo. Anche nel settore marittimo sono state introdotte maggiorazioni legate al carburante. MSC ha già aumentato i noli proprio per questo motivo e prima o poi questo accadrà anche nel trasporto su strada”.
Un quadro definito critico anche da Giacinto Fallone, altro operatore del settore. “La situazione è tragica”, afferma. “A febbraio su una fattura di 4.700 euro ben 1.700 sono stati assorbiti dal costo del gasolio. E purtroppo il mese di marzo sta andando ancora peggio. Con questi livelli di costo diventa sempre più difficile continuare a sostenere l’attività”.
Il nodo principale riguarda il limitato potere contrattuale delle piccole imprese di autotrasporto nei confronti dei committenti. Gli aumenti del prezzo del gasolio raramente vengono riconosciuti nelle tariffe di trasporto e, sebbene esistano strumenti normativi di tutela, nella pratica questi meccanismi risultano difficili da applicare per le aziende di dimensioni ridotte.
Per questo motivo Casartigiani Puglia ha deciso di segnalare la situazione alle Prefetture pugliesi, chiedendo un monitoraggio attento dell’andamento dei prezzi dei carburanti e delle eventuali dinamiche speculative che potrebbero incidere sul mercato.
L’associazione ritiene inoltre indispensabile un intervento del Governo su diversi fronti per sostenere il settore. Tra le misure ritenute necessarie vengono indicati una riduzione o modulazione delle accise nei momenti di forte volatilità dei prezzi, il rafforzamento delle tutele normative per garantire il riconoscimento degli aumenti nei contratti di trasporto e un controllo più rigoroso del mercato dei carburanti.
Secondo Castronuovo la posta in gioco riguarda la tenuta stessa del sistema logistico nazionale. “Se non si interviene rapidamente il rischio è quello di mettere fuori mercato centinaia di piccole imprese artigiane dell’autotrasporto”, conclude il coordinatore regionale di Casartigiani. “Le conseguenze sarebbero pesanti non solo per il settore ma per l’intera economia dei territori e per il funzionamento delle catene di distribuzione”.
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