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Il fatto
10 Marzo 2026 - 08:57
La sede di Bari della Banca d'Italia
BARI - Il 9 marzo una delegazione di rappresentanti di azionisti della ex Popolare di Bari (due dei maggiori Comitati esistenti), di imprese (Confimi industrie Bari, Bat, Foggia) e di consumatori (Konsumer) si sono recati presso la Banca d’Italia di Bari per chiedere informazioni ufficiali sulla effettiva consistenza del patrimonio e dell’azionariato della Banca Popolare di Bari dopo il suo salvataggio.
La ufficialità di tali dati si rende necessaria vista la imprecisione delle informazioni informali esistenti e vista la prossima apertura della questione della restituzione della banca ai suoi originari proprietari. Questa operazione-chiarezza si è resa necessaria anche per restituire limpidezza al mercato azionario nazionale tutto, che oggi è quasi azzerato dopo le gravi perdite inflitte agli azionisti più piccoli di tutta Italia nei passati decenni.
La proverbiale competenza, disponibilità e gentilezza dei funzionari della ex Banca di emissione fa ben sperare in una pronta risposta ufficiale che ponga un punto fermo sulla credibilità finanziaria della banca attuale prima che venga restituita agli azionisti storici.
Le imprese minori (in termini dimensionali ma maggiori in termini di bontà del prodotto realizzato e in termini di ruolo sociale ed occupazionale svolto) sono in prima linea in questa opera di recupero di un player bancario che deve tornare ad essere il punto di riferimento per l’economia “vera” della nostra regione. Esiste un interesse vitale di recuperare una maggiore offerta creditizia in regime di concorrenza tra banche in modo da garantire copiosità e economicità del credito alle imprese locali.
Ancor più è da dirsi per l’economia delle aree del sud economicamente più in ritardo rispetto all’area del barese. Decine di comuni privi o dotati solo di uno sportello bancario sono stati dimenticati dallo stato anche recentemente nell’opera di salvataggio della Banca Popolare di Bari. Addirittura si sono chiusi degli sportelli anziché aprirne di nuovi quasi a voler accelerare il processo di desertificazione economica già avanzato in tutto l’Appennino da Reggio Calabria fino all’Abruzzo.
Nei prossimi giorni saranno avviate le procedure legali intese a indurre la attuale banca a maggiore considerazione dei vecchi soci in perfetto rispetto della legge.
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