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Taranto

Ex Cementir, il sindacato riaccende i riflettori sul futuro dell’area

La Fillea Cgil scrive al sindaco Bitetti e chiede un confronto sulla riconversione del sito industriale dismesso. Al centro della discussione il destino dei 37 lavoratori ancora in cassa integrazione fino al 15 settembre

L'ex Cementir

Una veduta dell'ex Cementir

TARANTO – Il futuro dell’area industriale ex Cementir torna al centro dell’attenzione sindacale. La Fillea Cgil di Taranto ha inviato una lettera al sindaco Piero Bitetti per chiedere l’apertura di un confronto istituzionale dedicato alla riconversione del sito e alle prospettive occupazionali dei lavoratori rimasti coinvolti nella chiusura dell’impianto.

A sollecitare l’iniziativa è il segretario generale Francesco Bardinella, che richiama l’attenzione sull’attuale situazione dei 37 dipendenti ancora formalmente in organico, attualmente in cassa integrazione fino al 15 settembre.

Nella comunicazione indirizzata al primo cittadino, il sindacalista esprime preoccupazione per le condizioni ambientali e lavorative legate all’area dell’ex cementificio, ricordando come la società, oggi Cemitaly Spa dopo l’acquisizione da parte di Italcementi, abbia annunciato nel 2021 la cessazione definitiva delle attività produttive.

La chiusura dello stabilimento, viene ricordato, è stata legata anche alle conseguenze della crisi dell’ex Ilva. In questi anni, sottolinea il sindacato, la Fillea Cgil ha lavorato non soltanto per garantire tutele ai lavoratori coinvolti, ma anche per proporre percorsi di bonifica e riqualificazione dell’area industriale dismessa, coinvolgendo diversi livelli istituzionali tra cui Comune, Regione e il Commissario straordinario per le bonifiche.

Bardinella ricorda che nel corso del tempo il sindacato ha avanzato alcune proposte concrete per trasformare il sito in una nuova opportunità di sviluppo per il territorio. Tra queste figura l’ipotesi di realizzare nell’area un impianto per l’inertizzazione dell’amianto, intervento già previsto dal Piano regionale amianto del 2015 e inserito in un avviso pubblico rivolto dalla Regione Puglia alle amministrazioni comunali.

Secondo la Fillea Cgil, un progetto di questo tipo avrebbe consentito di affrontare una criticità ambientale significativa, generando al tempo stesso nuove opportunità occupazionali.

Tra le idee avanzate dal sindacato vi è stata anche la proposta di candidare l’area dell’ex Cementir ai bandi del PNRR per la realizzazione di un impianto destinato alla produzione di idrogeno verde, iniziativa considerata strategica per avviare un percorso di transizione energetica ed ecologica.

Per la Fillea Cgil, queste ipotesi avrebbero potuto rappresentare un primo passo verso una riconversione industriale fondata su innovazione, sostenibilità ambientale e nuova occupazione.

Bardinella sottolinea come, nonostante il frequente richiamo alla necessità di diversificare l’economia del territorio, restino ancora aperte numerose vertenze aziendali che continuano a produrre un aumento dei lavoratori in cassa integrazione e dei disoccupati.

Da qui la richiesta rivolta al sindaco di avviare un tavolo istituzionale stabile per affrontare in modo strutturato il destino dell’area e individuare possibili strategie di riconversione.

Nel documento il segretario della Fillea Cgil ribadisce che è arrivato il momento di discutere insieme le prospettive di sviluppo e riqualificazione del sito, con l’obiettivo di garantire un futuro sostenibile sia ai lavoratori coinvolti sia alla città.

Il sindacato chiede quindi di fissare un incontro istituzionale per valutare le opportunità di rilancio dell’area e i possibili percorsi di sviluppo sostenibile, confermando la propria disponibilità a collaborare e a mettere a disposizione tutte le informazioni utili per avviare il confronto.

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