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Il fatto

Carburanti alle stelle, l’autotrasporto pugliese rischia di paralizzarsi

Confartigianato Trasporti denuncia rincari su gasolio e Hvo legati alla crisi in Medio Oriente. Il carburante pesa già per il 40 per cento sui costi delle imprese

Autotrasportatori

Autotrasportatori - archivio

BARI - Il settore dell’autotrasporto in Puglia torna a lanciare un grido d’allarme per l’impennata dei prezzi dei carburanti. Confartigianato Trasporti Puglia denuncia una situazione definita gravissima, determinata dal repentino aumento dei costi di gasolio e olio vegetale idrotrattato, noto come HVO, che sta mettendo sotto pressione le imprese del comparto.

Secondo l’associazione, i rincari registrati negli ultimi giorni sarebbero collegati alle tensioni e alle operazioni militari che coinvolgono l’Iran e l’area mediorientale, fattori che stanno incidendo sui mercati energetici internazionali. Tuttavia, Confartigianato sottolinea come l’aumento dei prezzi riguardi anche carburante già immagazzinato e disponibile nella rete distributiva, circostanza che viene interpretata come il segnale di una dinamica speculativa sui prezzi alla pompa.

Le conseguenze per il settore rischiano di essere pesanti. Il carburante rappresenta la principale voce di spesa operativa per le aziende di autotrasporto, arrivando a incidere per circa il 40 per cento dei costi complessivi. In un contesto già segnato negli ultimi anni dall’aumento dei prezzi dell’energia e dall’inflazione, l’ulteriore crescita dei costi rischia di compromettere la sostenibilità economica di molte imprese.

L’incremento delle spese di esercizio dei mezzi pesanti potrebbe avere ripercussioni anche sull’intero sistema logistico. Confartigianato Trasporti avverte che l’aumento dei costi nel trasporto merci potrebbe generare effetti a catena sull’approvvigionamento dei prodotti e sui prezzi finali al consumo.

A pesare sulla situazione è anche la struttura del settore. La maggior parte delle imprese di autotrasporto è composta infatti da piccole e medie aziende con una limitata forza contrattuale, spesso impossibilitate a trasferire immediatamente gli aumenti dei costi sui committenti o a recuperare le maggiori spese sul mercato.

In questo scenario non viene esclusa la possibilità che alcuni operatori scelgano di sospendere temporaneamente l’attività per ragioni di sopravvivenza economica, con il rischio di fermo spontaneo dei servizi di trasporto.

Il presidente di Confartigianato Trasporti Puglia Paolo Pertosa sottolinea come le imprese del comparto si trovino ormai in condizioni estremamente difficili e non siano più in grado di assorbire ulteriori costi. L’associazione ha già provveduto a segnalare la situazione ai prefetti pugliesi, chiedendo interventi urgenti.

Confartigianato chiede al Governo misure rapide per calmierare i prezzi dei carburanti e contrastare eventuali fenomeni speculativi, coinvolgendo il Garante per la sorveglianza dei prezzi e la Guardia di Finanza. Tra le richieste figura anche l’adozione di strumenti di sostegno finanziario immediati per evitare il collasso delle imprese del settore.

Nel frattempo l’associazione invita le aziende di autotrasporto a far valere la clausola di adeguamento al costo del carburante, nota come fuel surcharge, prevista nei contratti di trasporto. Questa clausola consente di adeguare i compensi al variare del prezzo del carburante, anche se, sottolinea l’organizzazione, non sempre viene rispettata soprattutto nei rapporti contrattuali non formalizzati.

In questi casi le imprese possono fare riferimento ai valori indicativi dei costi pubblicati dal Ministero, per i quali Confartigianato chiede un aggiornamento più tempestivo.

La questione ha assunto rilievo anche a livello nazionale. Confartigianato Trasporti e Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni dell’autotrasporto, hanno chiesto un incontro urgente al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e al Garante per la sorveglianza dei prezzi, con l’obiettivo di istituire una cabina di regia permanente a tutela della categoria.

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