BARI - L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro introduce un nuovo strumento di sostegno rivolto alle studentesse con figli piccoli, con l’obiettivo di favorire la prosecuzione del percorso universitario anche per chi deve affrontare le responsabilità della genitorialità. L’Ateneo ha infatti pubblicato un bando per l’assegnazione di voucher destinati a studentesse, dottorande e specializzande con figli in età da asilo nido.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle azioni previste dal Gender Equality Plan 2026-2028, il piano strategico con cui l’università barese punta a rafforzare le politiche di pari opportunità e a promuovere il benessere della comunità accademica.
Il contributo è rivolto alle studentesse madri regolarmente iscritte ai corsi di UniBa, purché non oltre il 3° anno fuori corso, che abbiano figli in età utile per la frequenza dell’asilo nido. Le domande potranno essere presentate dalle ore 10.00 del 9 marzo 2026 fino alle ore 23.59 del 23 marzo 2026, esclusivamente attraverso la procedura telematica messa a disposizione dall’Ateneo.
Attraverso questo progetto pilota l’Università di Bari intende rafforzare il bilanciamento tra vita accademica e responsabilità familiari, intervenendo direttamente su una delle principali cause di rallentamento o abbandono del percorso universitario da parte delle studentesse madri.
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una reale parità di opportunità nel percorso formativo, sostenendo concretamente le giovani donne che affrontano contemporaneamente lo studio universitario e la cura dei figli. Il piano di intervento si fonda anche sulla creazione di una rete territoriale di servizi che renda possibile una conciliazione effettiva tra impegni accademici e vita familiare.
Il contributo economico sarà destinato a coprire spese legate alla cura dei figli, con particolare riferimento alle rette per la frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati. Saranno inoltre considerate ammissibili le spese sostenute per servizi di baby sitter con contratto regolare oppure per altre soluzioni documentate di assistenza ai bambini, come i servizi di baby parking.
Nel definire i criteri di assegnazione, l’amministrazione universitaria ha previsto una priorità assoluta per le studentesse internazionali madri provenienti da aree di crisi, territori colpiti da conflitti armati, emergenze umanitarie o situazioni di grave instabilità.
Questa priorità riguarda in particolare le studentesse che risultino in possesso di permesso di soggiorno per protezione temporanea, di status di rifugiato, di protezione sussidiaria oppure di cittadinanza di Paesi identificati dal Ministero degli Affari Esteri come zone ad alto rischio.
Per le candidate provenienti da questi contesti, l’accesso al voucher sarà possibile anche in assenza dell’ISEE ordinario, purché venga presentato un ISEE parificato o, nei casi in cui la documentazione economica non sia disponibile a causa della situazione di emergenza nel Paese di origine, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la condizione di necessità economica.
L’iniziativa rappresenta uno dei primi strumenti concreti con cui l’Ateneo barese intende rafforzare le politiche di inclusione e di sostegno alla genitorialità, riconoscendo il valore sociale e formativo della maternità all’interno del percorso universitario.
Secondo l’impostazione del Gender Equality Plan, la promozione dell’uguaglianza di genere non passa soltanto attraverso principi generali, ma attraverso interventi strutturali e misure pratiche capaci di incidere sulle difficoltà quotidiane degli studenti.
Tutte le informazioni relative al bando e alle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito dell’Università di Bari, mentre la procedura di candidatura potrà essere effettuata esclusivamente tramite la piattaforma digitale dedicata alla presentazione delle domande.
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