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Taranto

Stop ai bandi Pia e Mini Pia, "Non deve ricadere su chi investe nel futuro della città"

I consiglieri Stellato e Ungaro chiedono al Comune di sollecitare la Regione Puglia dopo la chiusura degli sportelli per le agevolazioni destinate alle imprese

Artigiani al lavoro

Artigiani al lavoro

TARANTO - La sospensione degli sportelli regionali dedicati ai PIA, Programmi Integrati di Agevolazione, e ai MINI PIA accende il dibattito politico a Taranto e alimenta timori tra gli operatori economici locali. A intervenire sulla questione sono i consiglieri comunali Massimiliano Stellato e Rosario Ungaro, che hanno presentato una mozione consiliare chiedendo un intervento immediato dell’amministrazione comunale presso la Regione Puglia.

Secondo quanto evidenziato nel documento, la chiusura improvvisa dei bandi sta generando incertezza nel sistema produttivo cittadino, con possibili ripercussioni sugli investimenti delle imprese del territorio. Le misure regionali rappresentano infatti strumenti considerati fondamentali per sostenere digitalizzazione, innovazione tecnologica e percorsi di sostenibilità delle Piccole e Medie Imprese.

I consiglieri sostengono che la sospensione delle procedure rischia di compromettere numerosi progetti imprenditoriali già avviati, dal momento che diversi operatori economici avevano iniziato l’iter progettuale confidando nella disponibilità delle risorse e in alcuni casi avevano già anticipato capitali.

Attraverso la mozione, Stellato e Ungaro chiedono quindi che il sindaco e la giunta comunale si attivino con urgenza nei confronti della Regione, per ottenere chiarimenti sulla situazione e individuare soluzioni che consentano di salvaguardare gli investimenti programmati.

Il capogruppo Massimiliano Stellato sottolinea nel documento la necessità di garantire stabilità nelle politiche di sostegno alle imprese. «Non possiamo permettere che l’assenza di una programmazione stabile ricada su chi investe nel futuro della città», afferma, ricordando come Taranto stia attraversando una fase delicata di riconversione economica.

Secondo il consigliere, privare il territorio di strumenti come i PIA e i MINI PIA significherebbe rallentare il percorso di diversificazione economica avviato negli ultimi anni e ostacolare il tentativo della città di superare la storica dipendenza dalla monocultura industriale.

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