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Taranto

Bilancio comunale, Vietri attacca: ritardi e mancanza di confronto

Il capogruppo FdI denuncia assenza di documenti a 10 giorni dalla scadenza del 28 febbraio

Giampaolo Vietri

Giampaolo Vietri

TARANTO - Il percorso di approvazione del bilancio comunale accende lo scontro politico a Palazzo di Città. Il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia Giampaolo Vietri interviene con una nota critica sulla mancata trasmissione degli atti ai consiglieri a pochi giorni dal termine fissato per legge.

Secondo quanto evidenziato dall’esponente di opposizione, mancherebbero ancora i documenti necessari all’esame del provvedimento economico. «A dieci giorni dalla scadenza del termine per l’approvazione del bilancio comunale, fissata al 28 febbraio dopo la proroga ministeriale, il Consiglio comunale non ha ancora ricevuto alcun documento» afferma Vietri, definendo la situazione preoccupante.

Il consigliere richiama la normativa che disciplina le procedure, ricordando che gli atti, comprensivi del parere dei revisori, devono essere disponibili almeno 20 giorni prima della seduta. A suo giudizio ciò impedirebbe una valutazione adeguata del documento. «È evidente quindi che, a oggi, non esistono più le condizioni per un esame serio, approfondito e trasparente del documento più importante per la vita amministrativa della città» sottolinea.

Nel suo intervento Vietri insiste anche sul valore politico del bilancio, ritenuto determinante per definire investimenti e servizi. In presenza di possibili riduzioni di spesa, in particolare sul welfare, sostiene che sarebbe stato necessario coinvolgere cittadini e associazioni. Lamenta invece l’assenza di confronto pubblico e di comunicazioni ufficiali.

Per l’esponente di Fratelli d’Italia la vicenda rappresenterebbe una gestione amministrativa carente. «Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di improvvisazione amministrativa» dichiara, sostenendo che l’amministrazione non avrebbe rispettato tempi e modalità di trasparenza.

La conclusione richiama le conseguenze sul piano sociale e istituzionale. «Il bilancio non può diventare un atto imposto in extremis, senza discussione e senza partecipazione: in gioco ci sono i servizi ai cittadini, la tutela delle fasce più fragili e la credibilità stessa delle istituzione civica» conclude Vietri.

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