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Qualità dell’aria, scatta l’allarme: ecco tutte le decisioni da prendere

Intergruppo consiliare e Forum Ambientalista chiedono un piano comunale con obiettivi e controlli dopo i dati del report Mal'Aria 2026

Da sin.: Antonio Nespoli, Michele Di Lorenzo, Vincenzo Coratella, Michele Coratella e Gianluca Grumo

Da sin.: Antonio Nespoli, Michele Di Lorenzo, Vincenzo Coratella, Michele Coratella e Gianluca Grumo

ANDRIA - I dati sull’inquinamento atmosferico accendono il confronto politico. L’Intergruppo consiliare Ambiente, Salute e Cultura e il Forum Ambientalista Puglia esprimono preoccupazione per quanto emerge dal report Mal’Aria di città 2026 redatto da Legambiente su dati Arpa riferiti al 2025.

Per Andria vengono indicati valori medi annui pari a PM10 24 microgrammi per metro cubo, PM2,5 12 microgrammi per metro cubo e NO2 24 microgrammi per metro cubo. Per raggiungere gli obiettivi previsti al 2030 sarebbe necessaria una riduzione stimata del 17%.

Secondo i promotori dell’iniziativa non si tratta soltanto di numeri tecnici ma di indicatori che incidono su salute pubblica, qualità urbana e attrattività del territorio. Per questo annunciano la presentazione nei prossimi giorni di un ordine del giorno urgente in consiglio comunale per impegnare sindaco e giunta alla redazione di un piano comunale aria pulita con obiettivi annuali, tempistiche definite e responsabilità operative.

La proposta prevede un percorso partecipato con audizioni di Arpa, Asl, scuole, categorie produttive e associazioni e una rendicontazione periodica nelle sedi istituzionali.

Tra le azioni indicate figurano limitazioni progressive al traffico con zone a basse emissioni e zone a traffico limitato realmente controllate, applicazione del modello città 30 e interventi davanti agli istituti scolastici, oltre a un protocollo comunale contro le polveri nei cantieri e il potenziamento del trasporto pubblico e della logistica urbana.

Viene inoltre chiesto un percorso di riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento più inquinanti nelle aree critiche e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con Regione Puglia e Arpa per coordinare le politiche sulla qualità dell’aria. Proposta anche la creazione di un cruscotto pubblico con dati aggiornati per monitorare gli interventi e verificarne l’efficacia.

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